Subito sold-out il settore ospiti per Pineto, Patti: «L’Ascoli cresce e patrimonializza»

SERIE C - Bianconeri verso la sfida del "Pavone-Mariani" con 500 tifosi al seguito. Il diesse fa il punto: «Siamo una famiglia che funziona, non abbiamo voluto toccare troppo gli equilibri. Proveremo a vincerle tutte, ma dobbiamo restare concentrati. Fortunati ad avere questa proprietà»
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Il ds Patti (foto Ascoli Calcio)

di Salvatore Mastropietro

 

È ripresa al “Picchio Village” la preparazione dell’Ascoli, che domenica alle 17:30 tornerà in campo nella delicata trasferta di Pineto. Un vero e proprio scontro diretto contro la quarta forza del campionato, fondamentale per consolidare il terzo posto e continuare a tenere nel mirino il Ravenna secondo, oggi distante tre lunghezze.

Anche al “Pavone-Mariani” i bianconeri non saranno soli. I 500 biglietti destinati al settore ospiti sono andati sold-out nel giro di pochi minuti: terzo tutto esaurito consecutivo nella vicina trasferta abruzzese. L’Ascoli torna a Pineto dopo il precedente di Coppa dello scorso agosto, quando la squadra di Tomei superò gli abruzzesi ai calci di rigore dopo il 2-2 dei tempi regolamentari.

Tifosi dell’Ascoli a Pineto nel negativo precedente dell’ottobre 2024

Nel frattempo si è tenuta la conferenza stampa di fine mercato con il direttore sportivo Matteo Patti, che ha tracciato un bilancio della sessione di gennaio, chiusa con l’arrivo di Galuppini, l’uscita di Cozzoli e soprattutto i riscatti a titolo definitivo di Gori e Milanese: «Abbiamo sempre detto che vogliamo programmare e fare le cose un passo alla volta senza avere fretta, studiando strategie e caratteristiche utili al mister per attuare le sue idee. Avevamo l’esigenza di sostituire Del Sole e ci siamo riusciti nei primi giorni di gennaio; questo ci ha permesso di concentrarci sul mettere un mattoncino in più nel progetto, patrimonializzando l’Ascoli e rendendolo più sereno nel futuro grazie ai riscatti di Gori e Milanese. In uscita, Cozzoli è andato al Trapani per giocare; gli altri sono rimasti volentieri perché non sono arrivate offerte soddisfacenti e i ragazzi non hanno mai chiesto di andar via, nonostante l’accresciuto valore abbia attirato molte attenzioni».

Sul tema dei riscatti, Patti ha chiarito che l’intenzione iniziale era più ampia, ma non tutte le situazioni sono state praticabili: «Abbiamo la fortuna di avere una proprietà che ci permette di proporre le nostre idee per immaginare un futuro migliore. L’idea era di riscattare tutti e tre i calciatori; con Gori e Milanese ci siamo riusciti grazie agli sforzi del Presidente e alla volontà determinata dei ragazzi. Per Rizzo Pinna c’era la volontà, ma la sua società di appartenenza non ha dato apertura, quindi è un discorso rinviato al prossimo futuro. In questa categoria non sono molte le squadre che riescono a fare patrimonio, spesso preferendo calciatori di categoria più avanti con l’età. L’Ascoli oggi ha una squadra giovane e quasi totalmente di proprietà, il che significa accrescimento del valore patrimoniale».

Uno sguardo anche al mercato in generale e alle sue dinamiche, che secondo Patti stanno diventando sempre più frenetiche: «Si va molto veloci, spesso a discapito della costruzione patrimoniale e della proposta di gioco per cercare risultati immediati, il che danneggia lo spettacolo. Noi siamo molto soddisfatti di quello che stiamo proponendo e della risposta della città; c’è entusiasmo per il percorso intrapreso. Non ci fermiamo al cinismo di “comprare Tizio o Caio”, ma continuiamo a mettere idee in campo e a far crescere il valore del club, supportati da una proprietà che capisce il lavoro svolto».

Il presidente Bernardino Passeri (foto Ascoli Calcio)

Sulla possibilità di ulteriori aggiustamenti, Patti ha ribadito la volontà di non toccare un equilibrio che reputa estremamente positivo: «Siamo contentissimi dei ragazzi. Siamo una famiglia che funziona, abbiamo un centro sportivo bellissimo dove i ragazzi pranzano insieme ogni giorno; questo indotto è fondamentale. Abbiamo un capofamiglia come il Presidente che vuole questo clima disteso. Io non mi accontento mai e vorrei sempre migliorare, ma bisogna essere fermi nel dare il giusto valore a ciò che si ha, evitando di rompere un equilibrio estremamente positivo per egoismo».

Sulla partenza di Cozzoli e sulla profondità del reparto difensivo, il ds ha precisato: «Cozzoli ha deciso di mettersi alla prova per giocare con continuità in questa categoria e per noi va bene così, potremo dare un giudizio più completo sul ragazzo. In difesa siamo coperti perché abbiamo tutte le coppie messe per bene; Zagari è aggregato dall’inizio e lo consideriamo un elemento sostitutivo importante. La rosa conta 22 giocatori di movimento e tre portieri».

Capitolo Del Sole, ancora alle prese con il recupero: «Sta facendo riabilitazione dopo un infortunio importante. È un ragazzo affamato che sa che questa è l’opportunità della vita per tornare ai suoi livelli. Non mettiamo fretta perché si rischia di fare danni; quando sarà pronto si valuterà con medici e fisioterapisti».

Patti ha poi parlato del lavoro del settore giovanile e dei profili che stanno emergendo: «Caucci, Gorica e Lo Scalzo hanno impressionato il Napoli e ci sono stati i primi approcci. L’Ascoli ha sempre fornito buoni elementi, ma i ragazzi devono arrivare in prima squadra solo per merito e valore, non per questioni economiche o di minutaggio. Seguiamo tutti con attenzione, ma preferisco non fare troppi nomi per tutelarli».

Galuppini con il ds Patti (foto Ascoli Calcio)

Un passaggio anche su Nicoletti, in scadenza nel 2026 con opzione: «Dico a bassa voce che magari il contratto gli si rinnova da solo (in caso di promozione, ndr). È un giocatore importante che ha avuto sfortuna con i problemi fisici, ma è un ragazzo eccezionale e vedremo come continuare insieme».

Sull’andamento tra casa e trasferta, Patti ha evidenziato come l’identità resti la stessa, al di là dei numeri: «Personalmente non credo molto alla differenza tra casa e fuori, anche se i numeri dicono altro. Abbiamo un’identità ben chiara e definita. A volte in casa gli avversari si sciolgono dopo il nostro vantaggio; fuori, come a Perugia, abbiamo fatto partite importanti ma gli episodi o un rigore all’ultimo minuto possono condizionare il giudizio. Dobbiamo migliorare nell’indirizzare la partita a prescindere dal risultato. A Pineto affronteremo una squadra giovane che gioca bene insieme da tempo. Nelle ultime sei partite il Pineto è la seconda squadra per stato di forma; è una partita estremamente insidiosa, così come lo sono state quelle con Juve, Ternana o Perugia quando le abbiamo affrontate nel loro momento migliore».

Infine, uno sguardo alla corsa al vertice, senza entrare nel merito del mercato delle rivali: «Non voglio fare l’opinionista. Loro hanno un ottimo margine di vantaggio e hanno fatto interventi consistenti e stravolgimenti tattici, specialmente il Ravenna. Noi proveremo a vincerle tutte, una per volta, restando concentrati solo su quello che dobbiamo fare noi».

Chiosa su Galuppini, unico colpo in entrata del mercato bianconero: «La proposta di gioco del mister è avvolgente e coinvolgente, serve tempo per entrarci. Abbiamo accelerato per Galuppini solo perché lui aveva già vissuto contesti simili. Nell’ultima gara Galuppini ha faticato solo per un virus fisico che non gli ha permesso di essere performante. A gennaio è difficile trovare giocatori funzionali perché chi è bravo viene tenuto stretto dalle società; noi preferiamo valorizzare il contesto creato da mister Tomei».


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