Verso “Bove finto” e “Vlurd”: città sold out e misure speciali per il Carnevale

OFFIDA - Il pienone della "domenica degli amici" lancia la volata al periodo più divertente e frequentato dell'anno. Eventi clou il 13 e 17 febbraio. Il sindaco Massa: «Grande sforzo organizzativo grazie alla collaborazione con Questura e Carabinieri. Prevista anche una importante presenza di steward. Un sistema di gestione logistica che negli anni ha funzionato». L'appello al divertimento sano e a vestirsi coi colori tradizionali bianco e rosso
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di Luca Capponi

 

Il sold out della recente “domenica degli amici” ha di fatto sancito l’avvio del ricco e colorato periodo carnascialesco. Che ad Offida fa rima con divertimento, allegria, condivisione. Punti fermi che nel corso degli anni hanno fatto lievitare l’appeal e le presenze, e non di poco. Soprattutto nelle giornate clou del venerdì, col “Bove finto”, e del martedì grasso con i mitici Vlurd”, che quest’anno sono previsti rispettivamente il 13 ed il 17 febbraio.

Piazza del Popolo piena per la “domenica degli amici”

 

Date “sensibili” anche dal punto di vista dell’ordine pubblico, viste le migliaia di persone attese, il tutto esaurito in ristoranti, locali e strutture di accoglienza. Senza calcolare il tasso alcolico che inevitabilmente in questi casi…cresce di default, spesso accompagnato dalla maleducazione.

 

«Così come durante la “domenica degli amici”, ci aspettiamo una partecipazione importante pure per i prossimi appuntamenti – conferma il sindaco Luigi Massa -. Per l’occasione abbiamo messo in campo un grande sforzo organizzativo grazie alla collaborazione avviata con Questura e Carabinieri, uno sforzo caratterizzato anche dalla massiccia presenza di steward e da un sistema di gestione logistica che ha indubbiamente funzionato, datosi che non abbiamo registrato grossi problemi. Questo meccanismo collaudato ed indubbiamente impegnativo ha funzionato non solo domenica ma anche negli ultimi anni, e quindi verrà replicato anche per il “bove” e i “vlurd”, i due momenti caratterizzanti del nostro Carnevale storico». 

Il sindaco Massa in abiti carnascialeschi

 

Dunque, congreghe pronte a catalizzare l’attenzione, così come musica, balli e veglioni in teatro, tutto sotto l’egida della Pro Loco che già da mesi sta lavorando per soddisfare tantissime richieste.

 

«I numeri degli ultimi anni sono più o meno stabili, anche perché non è semplice tracciare un bilancio preciso delle presenze che in questo periodo si registrano ad Offida – continua -. Si tratta infatti di una manifestazione sentita non solo dagli offidani ma di un evento di rilievo nazionale, del resto non sono molto i carnevali che vantano una storia come la nostra. Tra le peculiarità che influiscono sulla partecipazione, poi, c’è sicuramente il fatto che si tratta di un momento da vivere e da partecipare più che da guardare, caratteristica che senza dubbio lo contraddistingue rispetto ad altri carnevali regionali e non: forse proprio questa possibilità di farsi parte attiva è ciò che maggiormente affascina».

Il bove finto in piazza

 

La riprova sta in una semplice dimostrazione: chi partecipa ad un evento carnascialesco nella città del tombolo difficilmente poi non…concede il bis. Dal giorno di Sant’Antonio Abate, che dà il via ideale alle danze, ecco un susseguirsi di emozioni (a proposito, l’8 febbraio arriva la “domenica dei parenti”) che diventano anche occasione di promozione e visibilità per bellezze storiche, culturali ed artistiche.

 

È di questi giorni, ad esempio, l’uscita di un servizio dedicato ad Offida sulle pagine della storica rivista Bell’Italia. Quindi, l’appello finale del primo cittadino dinanzi alla non indifferente responsabilità di saper custodire questi tesori, ci sta tutto.

 

«Offida è una città accogliente per vocazione, così come lo è il carnevale, che scorre letteralmente nelle vene dei suoi abitanti – conclude Massa -. Come spesso ricordo bisogna però viverlo con adeguata spensieratezza, con sana voglia di divertirsi e di condividere da parte di tutti questo momento di gioia. Negli ultimi anni non ci sono stati episodi gravi, mi auguro che anche stavolta sia così. Dal punto di vista più goliardico, invece, invito tutti a vestirsi di bianco e di rosso, i colori del nostro carnevale, in occasione del “Bove finto” oppure ancora meglio ad indossare i nostri abiti tradizionali, vale a dire “lu guazzarò” e la “m’ntura”».

 

Il falò finale dei “Vlurd”


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