Droga nascosta nella carne macinata e smartphone in cella: intervento della Polizia Penitenziaria 

ASCOLI - I baschi azzurri hanno messo a segno l’ennesimo duro colpo alla criminalità organizzata, che tenta quotidianamente di introdurre nell'istituto del Marino prodotti non consentiti 
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Il carcere di Ascoli

Gli uomini della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Ascoli Piceno hanno messo a segno l’ennesimo duro colpo alla criminalità organizzata, che tenta continuamente di far introdurre droga e telefoni cellulari all’interno dell’istituto.

 

Durante il controllo dei pacchi destinati ai detenuti, un agente addetto alla verifica si è insospettito nel notare un invio contenente carne macinata, merce non consentita all’interno del carcere. A seguito di un accurato controllo, all’interno dell’alimento sono stati rinvenuti cinque involucri, abilmente occultati e avvolti nel cellophane, contenenti sostanza stupefacente. Il pacco era indirizzato a un detenuto di origini magrebine.

 

Ma l’operazione della Polizia Penitenziaria non si è fermata qui. Gli agenti hanno infatti rinvenuto anche uno smartphone perfettamente funzionante all’interno di una camera detentiva. Il dispositivo era in uso a un detenuto di origini straniere, colto in flagranza di reato mentre stava tranquillamente effettuando una telefonata verso l’estero.

 

La situazione è apparsa subito chiara ai baschi azzurri della Penitenziaria, intervenuti con tempestività facendo immediata irruzione nella stanza e sorprendendo il detenuto mentre stava utilizzando il dispositivo.

 

«Nonostante le difficili condizioni operative – afferma Salvatore De Blasi, referente provinciale del sindacato Osapp – la carenza di mezzi e di personale, gli agenti dell’istituto ascolano combattono quotidianamente per prevenire e reprimere qualsiasi situazione in grado di destabilizzare l’ordine e la sicurezza del carcere.

A questi uomini e donne in divisa va il doveroso ringraziamento di chi è chiamato a comandare e a garantire il rispetto della legalità all’interno degli istituti penitenziari»


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