Antenne municipali “abusive” su area privata: il Comune vara un accordo economico per evitare il tribunale

SAN BENEDETTO - I proprietari del terreno avevano chiesto la rimozione o un risarcimento da 50mila euro. La commissaria Stentella punta su un’intesa stragiudiziale per mantenere operativo l’impianto di comunicazione radio, inizialmente pensato come provvisorio ma poi dimostratosi essenziale per polizia locale e Protezione civile
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di Marco Braccetti

 

Il Comune sceglie la strada dell’accordo per evitare una causa civile e garantire la continuità delle comunicazioni della Polizia Locale e della Protezione Civile. Con una deliberazione adottata il 5 febbraio, il Commissario straordinario Rita Stentella, con i poteri della Giunta comunale, ha dato l’indirizzo agli uffici per la definizione transattiva della controversia, promossa dai proprietari di un terreno sul quale, da tempo, sono installate senza autorizzazioni due antenne comunali. Clicca qui per leggere il documento originale

 

I comproprietari dell’area avevano citato in giudizio il Comune davanti al Tribunale di Ascoli Piceno chiedendo la rimozione delle antenne oppure, in subordine, un indennizzo quantificato in 50 mila euro, oltre agli interessi e alle spese legali. La prima udienza fissata per il prossimo 10 aprile.

 

Dall’istruttoria condotta dagli uffici comunali è emerso che le antenne, installate in epoca risalente e inizialmente in via provvisoria, costituiscono oggi un’infrastruttura strategica: si tratta infatti di un ponte radio indispensabile per le comunicazioni operative della Polizia Locale e del servizio comunale di Protezione Civile, soprattutto in situazioni di emergenza, calamità o sovraccarico delle reti telefoniche tradizionali.

 

Il municipio sambenedettese

Alla luce di queste valutazioni, e tenuto conto del parere favorevole dell’Avvocatura interna, l’Amministrazione ha ritenuto non conveniente proseguire il giudizio, che avrebbe potuto comportare costi ben più elevati e l’alea di una condanna sfavorevole. L’accordo prevede il pagamento di una somma una tantum di 1.500 euro per la pregressa occupazione del terreno e la successiva regolarizzazione del rapporto mediante un contratto di locazione della durata di sei anni, rinnovabile, con un canone annuo di 1.400 euro.

 

Per far fronte all’immediato esborso, la delibera dispone un prelievo di 1.500 euro dal fondo di riserva del bilancio di previsione 2026-2028. Una scelta che, viene precisato nel provvedimento, non altera gli equilibri di bilancio: la disponibilità residua del fondo di riserva ammonta infatti a oltre 263 mila euro.

 

Il dirigente dell’Area Polizia Municipale è ora autorizzato a completare l’iter amministrativo e a sottoscrivere l’accordo transattivo, mentre per la stipula del contratto di locazione interverrà successivamente il Servizio Patrimonio.


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