Nasce l’Atlante dei dialetti: il Piceno capofila per salvare le radici linguistiche

ASCOLI - Presentato il volume voluto dal centro studi tradizioni popolari "Radici del futuro". Un vero e proprio dizionario multimediale, supportato dalle tecnologie di intelligenza artificiale, che consentirà di raccogliere e mettere in rete vocaboli dialettali con traduzione in italiano e inglese
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È stato presentato sabato mattina nella Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani, in un clima di forte partecipazione, l’”Atlante dei dialetti e delle tradizioni”, progetto innovativo che prende le mosse dal Piceno e dalle Marche. Un vero e proprio dizionario multimediale, supportato dalle tecnologie di intelligenza artificiale, che consentirà di raccogliere e mettere in rete vocaboli dialettali con traduzione in italiano e inglese, dando nuova linfa alle “Radices Italiae”, le radici linguistiche e culturali del territorio.

Un momento della presentazione

 

«Siamo solo all’inizio – ha spiegato l’ingegner Lindo Nepi, referente del progetto per il centro studi tradizioni popolari Radici del futuro di Ascoli Piceno – ma il lavoro che stiamo costruendo aprirà a sviluppi importanti, coinvolgendo realtà e competenze diverse».

 

Al centro dell’iniziativa, il valore profondo del dialetto come patrimonio vivo. A sottolinearlo è stata la presidente del centro studi, la professoressa Gabriella Piccioni, che ha ricordato come i dialetti rappresentino ancora oggi la lingua degli affetti e dell’identità: perdere una parola, una pronuncia o un ritmo significa smarrire una visione del mondo. Metterli in rete, collegandoli tra loro, permette invece di riscoprire legami antichi che affondano le radici nel latino e nelle lingue preromane.

 

L’incontro si è aperto con il saluto del sindaco Marco Fioravanti, che ha evidenziato quanto la cultura degli avi possa offrire spunti preziosi alla modernità. Concetti ripresi anche dagli assessori Francesca Pantaloni (Regione) e Massimiliano Brugni (Coumne), che hanno richiamato il forte legame tra comunità, territorio e tradizioni, sempre più vissute come strumenti di inclusione e socialità.

 

Importante anche il contributo del mondo della scuola: studenti e docenti degli istituti cittadini hanno messo competenze informatiche, antropologiche e letterarie al servizio del progetto, dimostrando come la collaborazione tra giovani e territorio possa tradursi in esperienze concrete di valore culturale e sociale.

 

Un percorso, quello avviato dal centro studi Radici del futuro, che in appena un anno di attività ha già dato vita a numerose iniziative, tutte animate dal lavoro volontario e dalla passione di chi crede che la memoria e le tradizioni non siano un’eredità del passato, ma una risorsa per il futuro.


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