
Virgulti in protezione del collega e la visita della premier in ospedale
Con 22 voti favorevoli, 5 astenuti e 1 contrario, è stata approvata in Consiglio comunale la benemerenza civica per Lorenzo Virgulti, il poliziotto 28enne ascolano che negli scontri di Torino durante la manifestazione per Askatasuna ha protetto un collega ferito. Virgulti non è presente fisicamente a Palazzo dei Capitani perché «non ha bisogno di telecamere, ma solo di rispettare il suo lavoro», spiega il sindaco.
Peccato che questa benemerenza civica – un’onorificenza che viene concessa, tramite il sindaco, da un Comune ad un suo cittadino quando questo, con un atto di coraggio, è di aiuto ai concittadini o esalti il prestigio della città – diventi il pretesto per scatenare il caos nella Sala della Ragione, che diventa il triste teatro di uno spettacolo più da bar che da prima assemblea cittadina.
Tra dita puntate, frecciatine, botta e risposta e ripetute urla ai microfoni che sfuggono al controllo del presidente Bono, il Consiglio, invece di affrontare temi concreti, si perde nel conflitto più classico tra destra e sinistra, tra chi sostiene il poliziotto in quanto membro dello Stato e chi vuole difendere anche i manifestanti pacifici per distinguerli da chi ha creato il caos sulle strade torinesi.

Il sindaco Fioravanti durante il Consiglio
«I vigliacchi che inneggiano alla democrazia ma che poi rischiano di ammazzare un agente sono delinquenti e devono andare in galera, sono il vero male della nostra Nazione», si indigna il sindaco Fioravanti. «Chi colpisce uomini dello Stato non è un manifestante ma un terrorista», gli fanno eco dalla maggioranza.
Il centro-sinistra non discute il condannare la violenza o il nobile operato del poliziotto, ma la strumentalizzazione politica che tale scelta rischia di assumere: «Preoccupa il silenzio verso quei manifestanti che secondo diverse testimonianze avrebbero subito violenze pur non rappresentando minaccia», dice Cappelli.

L’intervento di Nardini
«La democrazia non la manteniamo grazie alla polizia, ma grazie all’umanità» sostiene Nardini. Dell’iniziativa, insomma, si contesta «la narrazione politica operata dai partiti che governano, che rischia di trasformare vicende complesse in bandiere di parte e condurre alla divisione anziché all’unione della comunità».
In un clima che via via si fa sempre più teso, «Follia!», «Vergogna!» e «Stai zitto!» rappresentano il culmine di una discussione che diventa poco civile – sia lato maggioranza che opposizione – e anche poco utile, se non ai fini del conferimento del riconoscimento. Che probabilmente porterà più prestigio alla città, ma che intanto fa perdere un’ora e mezza di Consiglio comunale dietro a siparietti da talk-show e a una discussione che pare spicciola campagna elettorale.
Approvato, infine, il nuovo statuto sociale di Ascoli Reti Gas per l’adeguamento al modello in-house, ovvero una forma di organizzazione della pubblica amministrazione in cui un ente affida la gestione di servizi o la produzione di beni a una società da esso controllata (in-house), senza gara pubblica. Trattati, dopo tre ore e mezza, 2 punti sugli 11 all’ordine del giorno. Rimandati tutti gli altri.
a.p.
Scontri di Torino, proposta la benemerenza civica per Lorenzo Virgulti
Torino, scontri e feriti: tra gli agenti coinvolti anche un poliziotto ascolano
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati