Juve Next Gen-Samb 4-2: reazione tardiva, ma non c’è tempo di pensare, domenica sfida-salvezza

SERIE C - Troppo forti i bianconeri che nel primo tempo, dopo aver sofferto l'avvio ospite, segnano in scioltezza approfittando di una difesa svagata. Poi la rimonta, una traversa e alcune occasioni e indicazioni importanti per mister Mancinelli. Domenica al Riviera c'è la Torres in una sfida che vale mezza stagione
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di Pier Paolo Flammini

 

Umberto Eusepi

Almeno è stata evitata l’umiliazione completa, e forse sono arrivate indicazioni non rimandabili. Dopo il 4-0 a favore della Juve segnato dopo appena 40 minuti, c’era voglia di alzare bandiera bianca. Il gol di Zini nel recupero e un secondo tempo dignitoso (un altro gol, di Piccoli, una traversa colpita da Dalmazzi e un altro paio di situazioni create) non hanno salvato l’onore ma almeno consentiranno a Mancinelli di ripartire. Ora la Samb è ufficialmente in zona play out, le avversarie del gruppone della salvezza si allontanano e l’orizzonte sembra nero, perché non si sono fatti punti nelle gare più abbordabili e adesso se non si gioca al massimo si prendono le imbarcate.

 

La difesa in particolare nel primo tempo è parsa irriconoscibile: mai la Samb aveva preso più di due gol e quando ne ha presi due spesso era inferiorità numerica. Nel primo tempo invece sembra di assistere a una partita di subbuteo: la Juve si affaccia per la prima volta in area di rigore al 13′ e Cerri ha modo di calciare tutto solo dal limite, superando Orsini. Al 15′ il bis: altro cross di Guerra, Gunduz anticipa Lepri, è 2-0. Sembra tutto incredibile: fin lì si era vista una buona Samb che nei primi 180 secondi era andata tre volte alla conclusione di cui una in maniera incredibile, con Eusepi che sfrutta una scivolata di Gil per involarsi in area ma il suo “scavetto” trova Mangiapoco reattivo in uscita. E’ tutta qui la differenza tra una squadra che capitalizza il primo pallone e un’altra che sbaglia occasioni facilissime.

 

Mancinelli non poteva pensare a un’esordio peggiore: il suo 4-4-2 mostra una zona centrale troppo leggera, con Lepri forse disabituato a questo modulo, Touré che fatica a calarsi nella posizione di mediano, Tosi leggero in fase difensiva, Eusepi che invece si trova spesso in fuorigioco, Stoppa che non trova mai l’occasione per andare al tiro. Così la Juve, senza strafare e senza dover ricorrere a pressing o chissà quale altro sforzo, fa il 3 a zero che di fatto sigilla l’incontro. Puczka crossa dalla sinistra, Dalmazzi sbaglia il rinvio, la palla resta nell’area piccola dove Guerra punisce Orsini. E di nuovo, al 42′, Guerra (quinto gol in 6 partite) anticipa Tosi e sigla il 4-0. Una umiliazione anche per come sono arrivati i gol, senza neanche sudare. La Samb rischia anche il quinto, ma a seguito di un angolo Zini subisce fallo e viene annullato.

 

Proprio nel finale di tempo arriva il gol di Zini, nel punto debole della Juve, ovvero i calci d’angolo (infatti in apertura Dalmazzi era andato vicino alla marcatura su una incornata da corner). Nella ripresa, Mancinelli rimette Piccoli a sinistra e sposta Marranzino a destra, sostituisce il confuso Touré con Lulli ed è una Samb più consistente, anche se l’impresa è impossibile. Lepri, sempre su corner, sfiora il gol, poi entrano Lonardo per Eusepi e Martins per Marranzino e le cose migliorano leggermente. Lonardo sarà più reattivo nelle conclusioni, Martins senza strafare dà l’idea di essere pericoloso sui dribbling sulla corsia esterna. Al 20′ arriva il secondo gol: angolo, Lepri devia, Piccoli si inserisce e sempre di testa mette in rete.

 

La speranza che possa compiere il miracolo non c’è: eppure al 36′ Lonardo prova la girata su imbeccata di Tosi, palla deviata sopra la traversa da un difensore, poi al 43′ Dalmazzi, sugli sviluppi dell’ennesimo angolo, colpisce la traversa con un tiro di prima intenzione. C’è un’altra conclusione di Lonardo ma ormai è troppo tardi.

 

La Samb non ha tempo di pensare: domenica contro la Torres ci si gioca mezza salvezza. Per i processi, bisognerà attendere, mentre Mancinelli deve capire se quello che non è andato bene nel primo tempo, in difesa, è stato dovuto al cambio repentino di modulo (con Lepri inesperto di questa soluzione?). Nel secondo tempo alcuni cambi hanno mostrato una squadra di diverso nerbo. Con il nuovo modulo Parigini avrà per forza un posto da titolare contro la Torres, da capire se Konate sarà recuperato. A quel punto, se si va di difesa a 4, oltre il 4-4-2 potrebbe esserci il 4-3-3 per evitare le facili imbucate viste oggi al centro. Ma più che modulo, Mancinelli dovrà essere bravo a lavorare sulla testa dei calciatori e valutare chi dovrà riposare.

 

Il tabellino

JUVE U23 (3-5-2): Mangiapoco, Savio, Gil, Van Aarle; Mulazzi (91′ Amaradio), Macca (85′ Mazur), Faticanti, Gunduz (63′ Owusu), Puckza; Cerri (63′ Deme), Guerra (91′ Pagnucco). A disp: Scaglia, Fuscaldo, Martinez, Licina, Turco. All.: Brambilla.

SAMB (4-2-3-1): Orsini; Zini, Lepri, Dalmazzi, Tosi; M. Touré (46′ Lulli), Candellori (78′ Alfieri); Piccoli, Stoppa, Marranzino (58′ Martins); Eusepi (58′ Lonardo). A disp.: Cultraro, Chelli, Bongelli, Zoboletti, Pezzola, Chiatante All.: Mancinelli.

Arbitro: Aldi, Assistenti: Pignatelli e Carella. Quarto uomo: Vailati. Arbitro VAR: Russo.

Marcatori: 13′ Cerri, 15′ Gunduz, 30′ e 42′ Guerra, 49′ Zini, 65′ Piccoli.

Ammoniti: Zini e Savio.

Angoli: 5-8.

Recuperi: 6 primo tempo, 6 secondo tempo.

Spettatori: 330, inclusi i 21 ospiti.

 


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