
di Lino Manni
La prima occasione è dell’Ascoli, il primo gol è del Bra. La partita della domenica di Carnevale (15 febbraio) dal divano comincia così. Se è uno scherzo…è ben fatto. Però l’Ascoli è l’Ascoli e di questi tempi non c’è né per nessuno. Si gioca ad una porta e la palla gira e rigira sempre sui piedi dei bianconeri.
A tratti mi sembra una partita di allenamento: l’attacco (Ascoli) contro la difesa (Bra). Manca la soluzione creativa che possa scardinare la retroguardia del Bra ma sono fiducioso: arriverà. Tuttavia non vedo l’ora che finisca la partita per andare a vedere i gruppi mascherati in Piazza del Popolo.
Il primo tempo se ne va ma il pari non arriva.
Nella ripresa mister Tomei mette il turbo nel motore della squadra: entra Guibre. L’esterno spiana la fascia sinistra mettendo scompiglio ad un Bra sempre più chiuso e basso.
Difesa che non può certo reggere per novanta minuti. Il gol del pari lo realizza Chakir pronto a spingere in rete il cross rasoterra di D’uffizi. Un gol di “rapina”, un pallone scagliato in faccia ai 120 tifosi del Picchio (che hanno rinunciato al Carnevale in piazza) assiepati dietro la porta. Il raddoppio, tanto per confermare i teoremi pitagorici di mister Tomei, è praticamente uguale. Cambia il finalizzatore.
E’ Galuppini a… “galuppare” in rete la palla del vantaggio.
L’allenatore bianconero, una specie di mister part-time visto che ha saltato circa 10 partite per squalifica, mette anche Gori che prima cerca il gol dell’anno con un tiro da centrocampo e poi si fa il regalo di compleanno, anche se con qualche giorno di ritardo, realizzando il 3-1.
Aspetto con ansia il triplice fischio non per timore dell’avversario, ma per scendere in piazza a festeggiare il Carnevale e, perché no, brindare alla vittoria di un Ascoli che approfitta del turno di riposo del capolista Arezzo e guadagna 3 punti.
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