Tragedia lungo il Tronto, attesa per le risposte della medicina legale: domani l’autopsia su Alessandra ed Evandro

ASCOLI - Un mazzo di fiori sul cancello che conduce al luogo del ritrovamento, sotto via San Serafino. La stufetta a legna resta nel mirino degli investigatori come probabile causa dell’intossicazione che avrebbe provocato la morte dei due ragazzi e del bimbo che lei portava in grembo
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di Maria Nerina Galiè

 

La città è ancora sotto choc per la tragica fine di Alejandra Nigrotti, 32 anni, del compagno Evandro Maravalli, 29, e del bambino che lei portava in grembo. Una comunità che piange tre vittime e non riesce a trovare pace, con quel pensiero che torna insistente: tutto questo si poteva evitare? Si cercano responsabili che, forse, non esistono.

 

Alejandra Nigrotti ed Evandro Maravalli

Qualcuno avrebbe potuto fare di più? Con il senno di poi è facile sostenerlo, ma la realtà restituisce un quadro diverso, in cui la libertà di scegliere come, dove e con chi vivere resta un principio intangibile ed in questo caso ha incrociato una fatalità drammatica

 

Domani mattina, mercoledì 25 febbraio, sarà la medicina legale dell’Ast picena a fare chiarezza sulle cause del decesso. La Procura ha disposto l’autopsia sui corpi dei due giovani, trovati senza vita sabato scorso all’interno di una tenda allestita nei pressi del cimitero civico, lungo il greto del fiume Tronto, in via San Serafino da Montegranaro.

 

Non c’è, allo stato attuale, alcuna ipotesi di reato né risultano persone indagate. Nessun segno di violenza sui corpi dei due ragazzi.

 

La stufetta a legna trovata nella tenda dei ragazzi

Resta invece concreta l’ipotesi dell’intossicazione da monossido di carbonio. All’interno della tenda era accesa una stufetta a legna, utilizzata per affrontare le rigide temperature notturne. Sarebbe stata proprio quella fonte di calore a sprigionare esalazioni letali in uno spazio chiuso e privo di adeguato ricambio d’aria.

 

La stufetta — silenziosa testimone di quanto accaduto — è stata rimossa ieri dall’area e portata in discarica dagli addetti comunali alla nettezza urbana, dopo i rilievi effettuati dagli investigatori.

Un oggetto semplice, di uso comune, che potrebbe aver avuto un ruolo decisivo nella tragedia.

 

La coppia aveva anche un cane, rimasto illeso. L’animale è stato affidato alle cure della Clinica Veterinaria Marche Sud, dove è stato sottoposto a profilassi e resta sotto osservazione: anche lui potrebbe aver inalato le esalazioni sprigionate dalla combustione.

 

Intanto, sul luogo della tragedia, è comparso un mazzo di fiori. Un segno discreto ma potente del dolore collettivo. L’autopsia dovrà ora fornire risposte definitive su una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica, rendendo ancora più straziante il pensiero di quella vita che stava per nascere e che non vedrà mai la luce.

 

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Tragedia lungo il Tronto: le vittime sono la 32enne Maria Alejandra Nigrotti e il 29enne Evandro Maravalli (Video e foto)

 


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