Dolore e preghiere per Alejandra e per il bimbo che portava in grembo (Foto)

ASCOLI – L’addio tra lacrime e commozione per la ragazza trovata senza vita insieme al fidanzato Evandro Maravalli sabato mattina. Presenti i genitori, il fratello, gli amici e tutti coloro che la conoscevano. Venerdì 27 febbraio, l'ultimo saluto a Evandro
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di Elena Minnucci

 

Dolore e commozione per l’ultimo saluto a Maria Alejandra Nigrotti, trovata senza vita insieme al fidanzato Evandro Maravalli sabato mattina sotto il ponte, lungo le sponde del fiume Tronto, nella zona sottostante via San Serafino da Montegranaro, nel quartiere di Porta Cappuccina.

 

Gremita la cappella del cimitero di Ascoli: i genitori, il fratello, i parenti, ma anche tanti amici e conoscenti hanno voluto stringersi per l’ultimo saluto alla ragazza e al bambino che portava in grembo.

 

Un momento delle esequie

Parole cariche di dolore ma anche di speranza quelle di padre Giansante Lenti, arrivate dritte al cuore di tutti coloro che si sono riuniti in questo giorno così difficile. Il pensiero è andato ad Alejandra, una giovane vita segnata da tanta sofferenza ma anche dal desiderio di dare un futuro alla creatura che portava in grembo.

 

Un’omelia intensa, segnata dalla commozione, che ha saputo trasformare il silenzio e le lacrime in un momento di riflessione profonda: «Con animo mesto e compassionevole affidiamo Alejandra e il suo bambino al Signore, perché possa accoglierli tra le sue braccia. Lei, che nella sua vita ha cercato l’amore, possa incontrare adesso l’amore del cielo e Dio la accolga nel suo cuore. Ascoltando le tante notizie di questi giorni mi viene in mente una domanda: Alejandra, perché è andata lì? È andata sotto il ponte per amore, per poter dare una sicurezza, una famiglia al bimbo che portava. Il vescovo mi ha chiamato e mi ha chiesto di esprimere le sue condoglianze e il suo affetto ai familiari, agli amici e a tutti coloro che le sono stati vicini. Quello che è successo è qualcosa che ci turba profondamente».

 

«Un ringraziamento a coloro che si prendono cura delle persone più fragili – ha proseguito il sacerdote -. Vedo presenti tanti che lavorano in Caritas: grazie per quello che avete fatto e che state facendo. Guardiamo al nostro dovere, affidiamoci alla preghiera, all’incontro con il Signore. A nome della nostra sorella chiediamo che il Signore abbia pietà di lei e di noi. La morte, quando ci coglie improvvisamente, non è la fine ma è l’incontro faccia a faccia con il Signore. Dio è amore, e l’amore ce lo insegna Gesù. Amare vuol dire dare la vita agli altri. Ricordiamo Alejandra, che si è sacrificata per risvegliare il nostro egoismo, e preghiamo perché il suo cuore diventi amore».

 

Nella giornata di domani, venerdì 27 febbraio, alle 15,30, presso la chiesa dei Santi Simone e Giuda di Monticelli, ci sarà l’ultimo saluto a Evandro. Un altro giorno di dolore per la sua famiglia e per tutti coloro che conoscevano la coppia.

 

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