Diecimila litri di gasolio in mare dopo lo scontro tra una nave di rifornimento e la piattaforma “Sarago Mare A”, a tre chilometri dalla costa. Due feriti, un principio d’incendio a bordo e una chiazza di carburante che rischia di raggiungere la spiaggia. Sembra un’emergenza reale, ma è lo scenario dell’esercitazione antinquinamento “Pollex 2026”, organizzata e coordinata dalla Guardia Costiera di San Benedetto.
La nave coinvolta è un supply vessel, cioè un’imbarcazione che trasporta materiali, carburante e attrezzature alle piattaforme in mare aperto, garantendone il rifornimento e il supporto operativo. L’allarme è scattato al largo di Porto Sant’Elpidio. Dalla sala operativa sono partite subito le unità della Guardia Costiera per soccorrere i due marittimi feriti e mettere in sicurezza l’area. Subito dopo l’attenzione si è concentrata sull’ambiente: contenere e recuperare il gasolio finito in acqua dopo la rottura di un serbatoio.
In azione anche i sommozzatori della Guardia Costiera, impegnati a controllare la parte sommersa della piattaforma per verificare eventuali danni strutturali. Fondamentale il coordinamento con la società Energean Italy SpA, che gestisce la piattaforma. L’azienda ha attivato il proprio piano di emergenza, con il monitoraggio dall’alto e l’impiego di una nave specializzata nel recupero degli idrocarburi, incaricata di circondare e aspirare la macchia di carburante per limitarne la diffusione.
«Per testare la prontezza operativa di uomini e mezzi, nonché la capacità di coordinamento della Sala Operativa, abbiamo volutamente ipotizzato di dover gestire un evento di tale portata. Salvaguardia della vita umana in mare, sicurezza della navigazione e tutela dell’ambiente marino e costiero sono tre distinti aspetti che, già presi singolarmente, possono raggiungere gradi di complessità elevata. Quando vengono messi a sistema e gestiti contestualmente, invece, la complessità aumenta esponenzialmente e per completare la missione con successo è necessaria la massima efficacia ed assoluta professionalità», ha dichiarato il comandante del Compartimento marittimo di San Benedetto, capitano di fregata Giuseppe Quattrocchi.
La simulazione è andata oltre, ipotizzando che parte del gasolio raggiungesse la costa. È stata quindi dichiarata un’emergenza locale, con il coinvolgimento della Prefettura di Fermo, dei Comuni interessati e della struttura regionale di protezione civile per organizzare un eventuale intervento di pulizia del litorale. A seguire l’esercitazione anche gli studenti dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Montani” di Fermo, presenti sulle unità navali e in sala operativa come osservatori. Un’occasione concreta per vedere da vicino come si affronta, passo dopo passo, una crisi in mare.
“Pollex 2026” si chiude così: con una prova generale che ha messo alla prova soccorsi, sicurezza e tutela ambientale, rafforzando il lavoro di squadra tra istituzioni e operatori privati, con un obiettivo chiaro: proteggere la vita umana e il mare.
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