Provincia, sfida Loggi-Salvi per la presidenza: si vota il 15 marzo

ELEZIONI - Il presidente uscente e sindaco di Monteprandone sfiderà l'attuale primo cittadino di Venarotta. A esprimersi saranno i sindaci e i consiglieri comunali del Piceno, con voto ponderato in base alla popolazione del comune rappresentato
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L’aula di Palazzo San Filippo, sede della Provincia di Ascoli

 

Sarà una sfida a due quella per la guida della Provincia di Ascoli Piceno. Domenica 15 marzo sindaci e consiglieri comunali del territorio saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente dell’ente, in una consultazione di secondo livello che non coinvolge direttamente i cittadini.

 

Sergio Loggi

A contendersi la presidenza saranno Sergio Loggi, presidente uscente e sindaco di Monteprandone, e Fabio Salvi, sindaco di Venarotta. Le candidature sono state presentate nei giorni scorsi e ora dovranno essere validate dagli uffici elettorali prima dell’apertura ufficiale della fase di voto.

 

Le operazioni elettorali si svolgeranno in un’unica giornata, dalle ore 8 alle 20, presso la sede della Provincia a Palazzo San Filippo. A differenza delle elezioni comunali o regionali, il corpo elettorale sarà composto esclusivamente dagli amministratori locali: avranno diritto di voto infatti i sindaci e i consiglieri comunali dei Comuni del Piceno attualmente in carica.

 

Fabio Salvi

Si tratta dunque di elezioni indirette, introdotte con la riforma delle Province, nelle quali il peso del voto è ponderato in base alla popolazione del comune rappresentato.

 

 

Il voto del 15 marzo rappresenta un passaggio politico significativo per gli equilibri amministrativi del territorio. Da una parte il presidente uscente Loggi, espressione dell’area di centrosinistra, che punta alla riconferma alla guida dell’ente provinciale; dall’altra Salvi che, pur presentandosi come candidato civico, viene indicato come il principale riferimento dell’area politica opposta.

 

Uno scenario che di fatto ripropone anche a livello provinciale un confronto tra schieramenti, seppur all’interno di un’elezione riservata esclusivamente agli amministratori locali.

 

Pur trattandosi di un’elezione senza coinvolgimento diretto dei cittadini, la scelta del presidente della Provincia resta centrale per la gestione di competenze strategiche, tra cui edilizia scolastica, viabilità provinciale e pianificazione territoriale.

 

Il risultato del voto tra sindaci e consiglieri comunali determinerà quindi la guida dell’ente per i prossimi anni e rappresenterà anche un importante indicatore degli equilibri politici all’interno dei Comuni del Piceno.


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