Povera San Benedetto, città occupata da un potere nebbioso e sfuggente

IN ASSENZA DELLA POLITICA la macchina comunale decide da sola di indire un concorso per un "architetto o ingegnere" che dovrà occupare il posto di dirigente dal 1° luglio. Così che il prossimo sindaco si troverà una delle due caselle strategiche del Comune già definita fino alla pensione del prescelto, senza possibilità di provare figure di fiducia. Una sorta di "pilota automatico" che viene deciso in un momento dove l'Amministrazione è in mano a un Commissario che non dovrebbe andare oltre l'ordinario. C'è quasi da chiedersi a che serve votare
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di Pier Paolo Flammini

 

Chissà se sarà il caso di votare. Forse l’ex sindaco Antonio Spazzafumo ha esagerato, quando ha affermato che il 90% delle scelte non dipende dal primo cittadino ma dal dirigente, che ha la capacità di accelerare o rallentare (e vedendo la situazione di San Benedetto verrebbe da aggiungere altro) le scelte amministrative.

Nebbia sulla spiaggia di San Benedetto

 

Sta di fatto che forse non sarà il caso di votare. Il nostro non è un invito all’astensionismo, ma un disperato grido, prossimo alla bandiera bianca della resa. La prossima Amministrazione, appena insediata (tra metà e fine giugno a seconda che ci sia o meno il ballottaggio: si vota per il primo turno il 24 e 25 maggio) dovrà, come primi due importanti atti da compiere, indicare i nomi di due dirigenti comunali. Non due poltrone qualsiasi, ma quelle che più di tutte caratterizzano il lavoro di una Amministrazione Comunale: il dirigente ai Lavori Pubblici e il dirigente all’Urbanistica.

 

Spazzafumo nel corso del suo mandato aveva nominato l’architetto Giorgio Giantomassi, dirigente all’Urbanistica, ascolano, e poi l’ingegner Mauro Bellucci, dirigente ai Lavori Pubblici, nato a Giulianova e residente a Sant’Egidio alla Vibrata. Due nomi, tra l’altro, a prova di campanilismo, segnale che certe polemiche non hanno ragione di esistere per quanto poi si pratica nella realtà.

 

Due nomi tuttavia che erano legati a Spazzafumo (il quale ha criticato duramente, pur senza nominarlo in pubblica sede, il dirigente Bellucci, specialmente per la questione dell’ex Ballarin): Giantomassi si è dimesso due settimane dopo la caduta di Spazzafumo (la vicenda ha interessato anche la Corte dei Conti perché forse la sua decadenza doveva avvenire in coincidenza con la caduta di Spazzafumo), Bellucci terminerà i tre anni di nomina nel prossimo mese di aprile.

La sede comunale di San Benedetto

 

Tutti pronti dunque a votare una Amministrazione il cui sindaco, fin dalle prime battute, possa inserire nella dirigenza uomini di sua fiducia, pur nel rispetto dell’autonomia dei ruoli e della professionalità? Macché.

 

La macchina amministrativa si è mossa autonomamente, o quasi, anche se al momento qualsiasi decisione fa riferimento al Commissario Straordinario Rita Stentella, che se ne assume, oltre che l’onore, anche gli oneri. E dunque, oltre a un istruttore contabile, un operaio giardiniere, un istruttore di polizia locale, et voilà, è necessaria la figura di un dirigente tecnico, quindi un ingegnere o un architetto, che sia assunto il 1° luglio 2026. Il documento interno all’Amministrazione parla di data di “presunta assunzione”: si tratta però di una assunzione a tempo indeterminato, quindi non fiduciaria né di tre anni (valutabili anche come periodo di prova, visti i recenti dissidi), la quale necessita di un concorso le cui procedure saranno avviate ancor prima del voto Amministrativo.

 

Il nuovo sindaco e la nuova Amministrazione Comunale si ritroveranno così già sotto tutela, se vogliamo usare un termine improprio burocraticamente ma facilmente comprensibile. Perché le domande che emergono da questa decisione sono tante:

 

a) Quale sarebbe il danno per l’Amministrazione Comunale nell’avere un dirigente nominato (anzi due) nominato dal prossimo sindaco appena insediato, magari sempre a partire dal 1° luglio, senza che si vincoli l’Amministrazione Comunale a un nome fino al raggiungimento della pensione?

 

b) L’esborso annuo, d’altronde, è di oltre 70 mila euro: sarebbe il caso che i cittadini sappiano perché tanta fretta per assumere a tempo indeterminato un dirigente che può essere deciso dalla prossima Amministrazione in tutta calma. Il profilo scelto poi sarà valutato per il suo lavoro e magari, se si è ben comportato, rinnovato al termine dei tre anni o del prossimo mandato.

 

c) Chi decide cosa in questo Comune? Se la decisione di un concorso a tempo indeterminato per dirigente architetto o ingegnere non è stata decisa dalla politica, chi ha il potere di scelte così strategiche e tutt’altro di ordinaria Amministrazione?

 

d) Il Commissario Straordinario Rita Stentella è informata di questa decisione? Qual è la necessità o urgenza che obbligherà l’Amministrazione votata dai cittadini ad avere dal 1° luglio un dirigente architetto o ingegnere a tempo indeterminato, anziché a tempo determinato scelto dal prossimo sindaco oppure, se la prossima Amministrazione lo deciderà, anche a tempo indeterminato? Perché in un momento di vuoto di potere politico l’Amministrazione del Commissario Straordinario vuole prolungare gli effetti della sua attività anche sulla futura Amministrazione, scelta dal voto democratico?

 

e) La struttura della macchina Amministrativa senza parte politica è sicuramente in grado di selezionare l’architetto o l’ingegnere migliore tra coloro che si presenteranno al concorso. La ragione per farlo nel momento meno appropriato resta sfuggente. Siamo certi che verrà scelto, per il settore Urbanistica, dove si sta lavorando al nuovo Piano Regolatore (quello in vigore risale al 1984!), un architetto o un ingegnere nuovo, il tutto a prova delle malelingue che credono di ritrovare in quella ambita posizione professionisti che già in passato hanno ricoperto l’incarico. Arriva la primavera, servirà aria fresca. Tanta.


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