Carnevale, risate “da morire” giocando a carte col morto che bara:  ma la vita vince sempre ai punti 

ASCOLI - Fuori concorso ma dentro il cuore del tradizionale evento, una gag brillante tra doppi sensi e allestimenti “di mestiere", con la partecipazione e la regia di Daniele Bucci, titolare dell'omonima impresa di onoranze funebri. Un omaggio alla giovane Gloria Pignoloni, fidanzata, sorella e amica dei protagonisti
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I “giocatori” pronti per la partita a carte

 

 

di Walter Luzi

 

I tanti gruppi fuori concorso che ogni anno arricchiscono, senza ambizioni, il Carnevale storico di Ascoli in piazza, lo fanno per divertimento, e per la gloria. Fra di loro, nell’ultima edizione appena archiviata, ce n’è anche uno che l’ha fatto, invece, solo per Gloria. Lei non c’è più. Se ne è andata all’improvviso, troppo presto, quasi due anni fa, vittima di uno schianto fatale che, mai, a ventotto anni, giovane e bella, puoi concepire. E invece.

 

L’idea di partecipare al Carnevale in piazza ascolano, era nell’aria da diverso tempo, “ispirata” dall’amico  Daniele Bucci, titolare dell’omonima impresa funebre di Roccafluvione, e appoggiata da Gloria stessa.

«Diceva: “Dai, facciamocela una risata” – racconta Bucci – mentre il compagno frenava: “Ma no becchì, io mi vergogno”».

Progetto accantonato quindi, prima per timidezza poi per la tragedia che li ha colpiti.

Invece, quest’anno, si sono fatti coraggio e hanno deciso di  avventurarsi in mezzo a quella calca variopinta e rumorosa, per esibirsi, da esordienti, al cospetto di maschere dalla ben più lunga militanza. Anche al “no” degli anni precedenti ha pesato quando lei se ne è andata. Quando pensavi di avere tutta la vita davanti per cambiare idea, per poter recuperare. E invece. Sentivano di doverglielo a Gloria.

 

E, principalmente per rendere omaggio a lei, quel coraggio sempre mancato quest’anno lo hanno trovato. Nicolas Pignoloni e Francesco Nazzari, fratello e compagno di Gloria, insieme ad altri amici, Daniele, William Paolini e Riccardo Scorza, si sono buttati, finalmente, nella mischia.

 

Idea che prende corpo, di getto e con i preparativi eseguiti a tempo di record, nella immediata vigilia del Carnevale. Fuori concorso s’intende. L’importante, stavolta, è esserci.

 

Il tema quasi scontato vista la presenza di un operatore …del ramo. Scherzare proprio con la morte, che ha toccato e sconvolto tutta la comunità di Roccafluvione in quella torrida estate del 2024. Morte crudele e ineluttabile, sì, ma equanime. Che, è certo, non fa sconti o favoritismi a nessuno. Unica incorruttibile da denaro, fama e potere accumulati in vita da qualunque mortale, tutti torniamo uguali, davvero stavolta, almeno di fronte a lei.

 

Nasce così il tressette col morto. L’unico gioco con le carte possibile, e ben conosciuto, in quattro, quando manca il quarto giocatore.

E il morto, stavolta, partecipa davvero al gioco, seduto nella sua bara. «Possiamo ben dire – commenta Daniele – che la nostra gag …era proprio la morte sua…».

Una serie di battute in loop in quelle due giornate in piazza che avranno certamente fatto sorridere anche Gloria, Lassù. Come «…giochiamo con il morto, ma qui c’è qualcuno che …bara…».

 

Divertirsi e divertire. Missione compiuta.

 

La gente apprezza, coinvolta, la gag, e vuole saperne di più. Si avvicina e chiede: «Ma chi vince?».

Domanda profonda. Come profonde possono essere tante storie che si celano dietro gruppi e persone che animano il nostro Carnevale.

Storie come questa. Il morto a carte può anche perdere. La mascherata può solo tentare di esorcizzarne l’arcaica paura.

 

Ma l’unico modo per beffare davvero la morte è quello che scelse subito, generosamente, la famiglia di Gloria Pignoloni. Donare i suoi organi. Per farla continuare a vivere salvando altre vite.


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