Centrosinistra appeso a un Pd diviso a 90 giorni dalle elezioni

SAN BENEDETTO - Mentre la segreteria Giobbi mantiene ferma la linea del confronto tra partiti per la scelta del candidato sindaco, la minoranza con Sorge e Marini chiede di essere inserita nel gruppo dirigente e di valutare le primarie e chiede l'intervento di Piergallini e Curti, criticando la presenza di Ameli alla conferenza stampa del Pd cittadino
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Conferenza stampa della segreteria del Partito Democratico e, tempo quasi di prendere un caffè, ecco la risposta della minoranza interna. Così il centrosinistra resta bloccato sulla scelta del candidato sindaco (gli ottimisti dicono che tutto si risolverà entro 10 giorni) e con il principale partito della coalizione alle prese con una frattura che sembra molto difficile da ricucire a breve e che si trascina almeno dal 2021, se non oltre.

 

Il segretario comunale Marco Giobbi e il vicesegretario Iacopo Zappasodi hanno ribadito la correttezza del percorso scelto: «Diciamo no alle primarie perché spesso si sono rivelate divisive, specie a San Benedetto. Dopo almeno 15 anni siamo riusciti a formare una coalizione che va dalla sinistra a forze moderate di centro, e con il confronto arriveremo a scegliere il candidato sindaco e poi, se ce la faremo, ad aprire ad altre forze di centro e di centrosinistra, se lo vorranno. Intanto il 12 marzo stiamo organizzando un incontro sul tema del referendum mentre a breve ne faremo un altro sul precariato nel lavoro. Non ci sono problemi perché ci sono tavoli aperti sui temi dentro il partito, ma a volte fa più rumore una voce che protesta».

 

Rispondono a stretto giro Alessandro Marini e Margherita Sorge, della minoranza: «A entrambi è stato chiesto di entrare negli organismi dirigenti, come vicesegretaria e Marini nell’esecutivo, ma alla proposta formale non è seguito alcun atto che ci incarichi, e questo spetta al segretario. Attendiamo anche di essere presenti nei tavoli interpartitici. Riguardo alla primarie, per noi non sono un dogma. Nel caso in cui si possa arrivare a individuare un candidato sindaco in altro modo, ben venga. Ma se questo non sta avvenendo, le primarie sono uno strumento apprezzato anche all’infuori del Partito Democratico. Ci è apparsa, infine, anomala la presenza del Segretario provinciale alla conferenza odierna (Francesco Ameli, ndr): nonostante ripetute sollecitazioni nel corso di oltre un anno, non è stata promossa alcuna iniziativa politica volta a sanare le fratture emerse dopo il congresso. Poiché riteniamo che la città, ancor prima di noi, abbia bisogno di un Partito Democratico forte e unito, ci rivolgiamo ora alle più alte cariche politiche — Piergallini e Curti — affinché si attivino con ogni strumento utile a ricompattare il partito».

 


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