
Il bilancio dell’Avis
Ieri, domenica primo marzo, presso la sala congressi “Sant’Andrea” di Montefortino, i soci dell’Avis Comunale “Sibillini” di Amandola hanno espletato l’atto annuale fondamentale per la vita associativa che coincide con l’approvazione del bilancio consuntivo dell’anno precedente e di quello preventivo per l’attuale, ma soprattutto per organizzare le attività e registrare ufficialmente le decisioni, garantire la trasparenza, assicurare la conformità statutaria e, se necessario, fungere da prova in ambito associativo.
L’incontro statutario rappresenta il primo evento che ha seguito quelli intercorsi per i festeggiamenti dei 75 anni dalla fondazione del sodalizio di volontariato montano, il cui significato etico risiede nella promozione della salute collettiva, nel dono come valore universale e nel rispetto dei diritti umani.
I valori sociali e culturali sono principi condivisi, tradizioni e credenze che guidano il comportamento, definiscono l’identità di una comunità e promuovono la coesione sociale includendo tolleranza, rispetto, uguaglianza e responsabilità. Favoriscono l’inclusione, il dialogo e l’innovazione, svolgendo un ruolo chiave nello sviluppo umano e sostenibile.
Il momento statutario si è aperto con la premiazione degli studenti che hanno risposto al concorso che Avis “Sibillini” promuove da oltre trent’anni. Le protagoniste sono le scuole dell’obbligo ricomprese negli istituti scolastici comprensivi di Amandola e Comunanza con i suoi 577 studenti provenienti da 37 classi, che, attraverso i lavori prodotti, hanno meravigliosamente interpretato il tema “Solidarietà: dalle parole ai fatti”.

Enunciare e non concretizzare significa presentare concetti, principi e categorie logiche nella loro forma pura, astratta e formale, sospendendo l’applicazione a casi specifici, esempi storici o esperienze sensoriali.
Tutto questo, traslato nell’atto concreto della donazione, in particolare in quella di sangue e plasma, per Avis rappresentata tempo, competenze, rendendo concreto l’enunciato del salvare tre vite con una sola donazione della componente vitale del nostro corpo: il sangue.
La relazione del presidente Domenico Annibali si è incentrata principalmente sull’evento del 75esimo anniversario di fondazione ricordando la partecipazione di varie squadre sportive dilettantistiche gravitanti nel territorio dove erano presenti anche i donatori di sangue e plasma del sodalizio amandolese.
I numeri costanti delle donazioni, che si attestano a 500 sacche donate nell’anno di riferimento, dimostrano quanto sia concreto l’impegno dei donatori che, nonostante le avversità climatiche tipiche dell’entroterra, rispondono sempre positivamente alla chiamata.
I nuovi soci, con età che vanno dai 18 ai 55 anni e che hanno effettuato nell’anno 2025 almeno una donazione di sangue, andranno a sostituire quegli avisini che, per motivi diversi, in particolare l’aver raggiunto un’età anagrafica non più compatibile con la donazione attiva, potranno dedicarsi con sempre maggiore impegno alla trasmissione dei principi del volontariato.
La manifestazione si è conclusa con la premiazione dei soci donatori meritevoli, premiati con la medaglia (o meglio, il distintivo) di rame: 16 donatori per aver raggiunto 8 donazioni, d’argento con13 donatori che hanno effettuato 12 donazioni, d’oro per 7 donatori che hanno raggiunto le 40 donazioni ed infine 2 donatori che con le 70 donazioni hanno ottenuto il distintivo d’oro con rubino dell’Avis. Quest’ultimo distintivo rappresenta uno dei massimi riconoscimenti associativi destinati ai donatori di sangue che con il loro gesto periodico hanno dimostrato una fedeltà e un impegno straordinari nel tempo. Il suo significato etico va oltre il semplice premio materiale, incarnando i valori fondanti del dono. Il rito finale simbolicamente si è svolto a Montemonaco dove donatori, simpatizzanti e amici hanno potuto degustare i cibi del territorio.

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