Simone Ferraioli: «San Benedetto caduta mai così in basso, per un rilancio serve l’impegno di tutti»

SAN BENEDETTO - L’imprenditore interviene sul suo possibile coinvolgimento alle prossime elezioni comunali, chiarendo di non aver ancora lanciato una candidatura ma di essere impegnato da mesi in un confronto con il tessuto imprenditoriale e sociale cittadino. Un confronto aperto a tutti che potrebbe essere una base di lancio elettorale
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di Marco Braccetti

 

“Ferraioli c’è? La risposta: Ci siamo, inteso però non come singolo, ma come squadra ben strutturata. O, meglio: ci saremmo, a patto che si riesca a costruire un progetto solido per il concreto rilancio di San Benedetto, partendo da due basi: porto e turismo”.

 

Ecco – in estrema sintesi e con qualche gioco di parole il mood dell’incontro che l’imprenditore Simone Ferraioli ha avuto nella mattinata di lunedì 2 marzo con la stampa locale, convocata presso la sede amministrativa della clinica Villa Anna.

 

Da settimane, proprio su diversi organi di stampa, si fa il nome del leader confindustriale come possibile candidato sindaco, in vista delle elezioni comunali di fine maggio. Il diretto interessato mette subito in chiaro le cose: «Non sono qui per lanciare la mia candidatura». In ogni caso, il giovane imprenditore non si nasconde dietro un dito: «Sono stato cercato da diverse realtà e questa cosa mi lusinga, è una dimostrazione di stima personale. Per quanto mi riguarda, devo dire che da mesi sto dialogando con rappresentanti dell’imprenditoria locale e del tessuto sociale per attivare un ragionamento su questa città che, diciamocelo, credo non sia mai caduta così in basso».

 

Insomma: è stato attivato un tavolo di confronto sulla Riviera del futuro (prospettiva: 2040), che resta aperto a tutti e che potrebbe essere un trampolino di lancio elettorale; ma anche una futura fucina di idee per stimolare la nuova amministrazione comunale e, al contempo, far crescere una nuova classe dirigente.

 

L’imprenditore Simone Ferraioli

È parso di capire che i prossimi giorni saranno decisivi, anche perché i tempi iniziano ad essere piuttosto stretti, con l’apertura delle urne fissata al 24 maggio. Ferraioli predica prudenza e non intende bruciare le tappe. Per la serie: patti chiari, amicizia lunga e, soprattutto, corale. «Non mi sono mai piaciuti gli one man show e trovare l’accordo su un nome fine a se stesso credo abbia poco senso — rimarca ancora —. Queste elezioni amministrative rappresentano un crocevia fondamentale per San Benedetto: non si può sbagliare». E la strada giusta, a suo dire, poggia su un vero e proprio patto di rilancio.

 

Turismo, con soluzioni che frenino la desertificazione degli hotel; attenzione al porto, puntando sulla pesca ma anche su altri comparti, per ridare ossigeno a un ambito che, nei decenni passati, ha davvero trainato la società sambenedettese. Passando anche per la sicurezza che, secondo Ferraioli, non è solo impiego delle forze dell’ordine, ma anche utilizzo degli spazi pubblici per la socializzazione, eventi tutto l’anno e sostegno al commercio.

 

Tutti aspetti toccati durante l’incontro con la stampa, nel corso del quale Ferraioli è apparso pieno di idee su come affrontare la «crisi sistemica» che attanaglia la Città delle Palme. Poi, come si suol dire, le idee camminano sulle gambe degli uomini. Ancora qualche settimana e si saprà a chi apparterranno le gambe che tenteranno la corsa verso il palazzo municipale.



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