«Un cambio di passo immediato e concreto».

Fabio Salvi
Fabio Salvi affida ai primi mesi di mandato un obiettivo preciso: rimettere in moto la Provincia di Ascoli, restituendole autorevolezza, capacità amministrativa e piena rappresentanza a servizio di tutti i Comuni del territorio.
La linea del candidato alla presidenza del centrodestra, sindaco di Venarotta, che domani sfiderà il presidente uscente Sergio Loggi, è chiara.
«La Provincia deve recuperare protagonismo, superare una logica di semplice gestione ordinaria e tornare a svolgere un ruolo centrale nella vita amministrativa e istituzionale del Piceno – dice Salvi -. Un ruolo che, nella visione di Salvi, passa da una revisione tempestiva della macchina dell’ente, da un rapporto più saldo con i sindaci e da una presenza più incisiva sui grandi dossier del territorio».
«Il primo passaggio sarà una ricognizione rigorosa dello stato reale della Provincia», continua.

La sede della Provincia
Salvi indica la necessità di una diagnosi complessiva sotto il profilo economico-finanziario, organizzativo e progettuale, per capire quali siano i margini di azione, le priorità più urgenti e le opportunità da intercettare. Accanto alla verifica dei conti, l’obiettivo è avviare uno screening delle risorse umane, delle professionalità disponibili e dei progetti in corso o da attivare, così da costruire un piano d’azione serio e immediatamente operativo.
«In questo quadro, la viabilità rappresenta il banco di prova più immediato – ribadisce Salvi -. Proprio nella gestione delle strade provinciali risiede il terreno su cui imprimere una svolta, perché la condizione della rete viaria incide direttamente sulla sicurezza, sulla qualità della vita delle comunità e sulla capacità del territorio di sostenere sviluppo, servizi e coesione».
«La rete stradale provinciale, del resto, non è un tema tecnico secondario. Nel Piceno è una questione profondamente politica, perché riguarda i collegamenti tra comunità, l’accessibilità ai servizi, la competitività delle imprese e la tenuta delle aree interne. È su questo fronte che la Provincia può dimostrare con chiarezza la propria utilità e la propria capacità di governo».
Per Salvi c’è poi un altro passaggio strategico.
«La Provincia deve stare pienamente dentro i processi che riguardano la ricostruzione post sisma, rafforzando il raccordo con i Comuni e contribuendo a dare continuità e incisività alle scelte che interessano il territorio. In questa cornice si inserisce una filiera istituzionale chiara, che dal Governo arriva alla Regione guidata da Francesco Acquaroli e trova nel commissario straordinario Guido Castelli un riferimento decisivo per accompagnare il Piceno nelle sfide ancora aperte della ripartenza e del riequilibrio territoriale».
Decisivo, nella visione del candidato, sarà anche il rafforzamento del rapporto con i sindaci e con le amministrazioni comunali.
«La Provincia deve tornare a essere la casa istituzionale dei Comuni, il luogo in cui le esigenze del territorio trovano ascolto, rappresentanza politica e traduzione amministrativa. Una governance più chiara e una comunicazione più costante dovranno servire a costruire un’azione condivisa, capace di portare le priorità reali dei territori nei tavoli in cui si decidono risorse, tempi e strategie. In questo contesto si inserisce anche il tema dei Comuni montani del Piceno esclusi dalla recente classificazione, con riferimento a Castignano e Appignano del Tronto».
Per Salvi serve il massimo impegno per una revisione dell’elenco ministeriale dei Comuni montani, mantenendo al suo interno tutti gli enti che già fanno parte di un’Unione montana.
«In ogni caso, Castignano e Appignano del Tronto non dovranno subire alcuno svantaggio né alcuna penalizzazione dalla loro momentanea esclusione. Nessun pregiudizio dovrà ricadere su questi territori in termini di risorse, opportunità, misure di sostegno e riconoscimento istituzionale. La Provincia dovrà trasformare questa richiesta in una battaglia istituzionale forte e continuativa, a tutela delle fragilità delle aree interne, dallo spopolamento all’isolamento infrastrutturale».
«La direzione indicata è netta: revisione dell’ente, cambio di passo sulla viabilità, nuova centralità per i Comuni e una Provincia che torni a contare davvero nei processi decisionali che riguardano il Piceno. Da qui deve aprirsi una fase nuova, più dinamica, più autorevole e più vicina ai territori».
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