Le storie di Walter: Peppe Vagnoni, “lu fedayn”

ASCOLI - Insieme alla moglie Teresa e ai due figli, Gabriella e Paolo, ha attraversato cinquantasette anni di vita cittadina con la loro impresa familiare. Dall'arrivo del bambù ad Amazon, dalle bancarelle dei mercati fino a via D'Ancaria ed alle televendite televisive via cavo
...

In negozio, estate 2003

 

di Walter Luzi

 

Quel marciapiede in fondo a via D’Ancaria, nel cuore di Ascoli, sempre ingombro, in passato, di merci esposte, se lo ricordano bene ancora in tanti. Si chiama ancora come allora la Stilcasa. Capita spesso che qualche vecchio cliente si fermi a fare capolino sulla soglia di quella porta sempre aperta. A gettare un’occhiata nostalgica al suo interno. Anche se non deve comprare nulla. È solo per la sensazione di riuscire a riportare indietro, per un attimo, le lancette del tempo e del cuore. Per tentare di riassaporare l’umanità perduta che non fa più parte dei nostri tempi moderni, ma che si ha la sensazione di respirare ancora in posti come questo. La Stilcasa di Peppe e Teresa Vagnoni. Lu fedayn, come lo chiamavano tutti, a causa della sua carnagione scura, orientaleggiante, e sua moglie.

Merce in svendita

 

Dietro al bancone oggi è rimasto il sorriso di Gabriella a ricordare quello di sua madre. A qualche chilometro di distanza, fuori dalle mura della città, si può trovare un’altra costola viva della Stilcasa, dove Paolo, il figlio di Peppe, ha creato con il padre e tirato su da solo, una attività parallela nel settore e gemella nello spirito. Uno dei pochi porti sicuri per un consumatore. Dove hai la certezza di trovare competenza, la gentilezza di sempre e una qualità superiore. Dove, già da sola, la piacevole chiacchierata, anche senza finalizzare la vendita, ha importanza, valore. Capita in quei posti, e in quelle famiglie, dove si è ereditato la fortuna più grande e più vera. Quella di amare il proprio lavoro.

 

Il testo prosegue dopo le immagini 

 

Paolo Vagnoni davanti alla Stilcasa di via Kennedy

Gabriella Vagnoni in via D’Ancaria

Vagnoni in negozio, febbraio 1998

Nel 1990

Peppe & Pippo

 

Giuseppe, “Peppe”, classe 1937, è l’ultimo nato, dopo Aldo e la sorella Clara a nascere e crescere nel centro di Ascoli, in rua dei Fiori, in casa Vagnoni. La mamma, Lucia Bucciarelli, è originaria di Borgo di Arquata, il papà, Guido, invece, di Castel di Lama. La bancarella di venditore ambulante di quest’ultimo, ingombra di bigiotteria, si arricchisce puntualmente di articoli stagionali in vista delle varie festività. Come a ridosso del Carnevale, quando sulla sua “bancozza” fanno la loro comparsa stelle filanti, coriandoli, mascherine e parrucche.

 

Amazon e la grande distribuzione nei supermercati non esistono ancora, e i piccoli commercianti si ingegnano per tempo in vista delle grandi ricorrenze. Giuseppe studia fino alla quinta elementare, ma già da ragazzino si fa le ossa dietro alle bancarelle dei mercati per Luigi Gandini di Acquasanta. Fino a quando non parte per il servizio militare di leva obbligatoria vende, nelle strade e nelle piazze, articoli casalinghi, piatti e bicchieri. In città, fra una vendita e l’altra, non gli sfuggono gli spostamenti di Teresa, una bella ragazza che va e viene dall’Istituto delle suore Concezioniste, dove insegna nei corsi di cucito l’arte della sartoria.

Giuseppe Vagnoni 8° autoreparto S.M.E.G.A. Cecchignola Roma

Natale 2002

 

Presto si fidanzano, e quando sale a Lisciano per amoreggiare a bordo della sua Vespa, Giuseppe dà spesso uno strappo al nipote acquisito e omonimo di poco più giovane. Giuseppe “Pippo” Vagnoni, classe 1945, è il figlio di Enrica, detta “Rina”, la sorella di Teresa Carpani. Sarà lui il suo più stretto e fidato collaboratore. Quando Peppe potrà comprarsi la prima automobile, una Giardinetta con le finiture di legno, fra l’altro poco affidabile perché spesso lo lascia a piedi, la metterà al servizio, come usava un tempo, anche di tutti i vicini bisognosi di un passaggio. Il servizio militare, quello di leva obbligatoria, invece, Peppe Vagnoni lo presterà a Roma, come autiere di mezzi leggeri e pesanti, alla Cecchignola.

 

Da quando è ancora studente alle Professionali, il giovane Pippo la mattina va presto ad aiutare lo zio a spandere le merci. Le portano su un carretto tirato a forza di braccia, poi, dopo la fine delle lezioni, ripassa, per aiutarlo a rientrarle. Insieme si fanno tutte le fiere più importanti che cadono di solito con le feste del santo patrono locale. Amatrice, Rieti, Terni, Sulmona, fino a Napoli.

 

E poi Ancona per la festa di San Ciriaco, che, come tutte le più lontane, li tiene fuori città anche per tre o quattro giorni consecutivi. Partono a bordo del loro vecchio Lupetto OM Prolungato e centinato a copertura del piano di carico. La lunghezza del cassone è di quasi cinque metri, che stipano all’inverosimile di soprammobili e articoli casalinghi, piccola utensileria da cucina e oggettistica di arredo. Ma anche “preti e monache”, scalda letti e vasi di terracotta per le piante. Articoli classici, ma Vagnoni sa scoprire anche nuove frontiere per il suo business, sa cavalcare le nuove tendenze del mercato, che conosce il suo boom in quei tempi grazie ad un materiale nuovo, naturale, e che piace molto.

 

 

La rivoluzione del bambù

 

È una svolta per Peppe, il fedayn, l’inizio della vendita di mobili fatti di vimini e bambù. Di questi materiali, novità per il mercato italiano, si faceva di tutto. Sedie poltrone, letti, tavoli, lampadari, dondoli, e via dicendo, che importa direttamente dalla Romania, come tazze e bicchieri di legno o cristallo. Poco il peso alla fine, ma tanto l’ingombro. Cosa che costringe Vagnoni a diversi viaggi ogni volta per tornare ad Ascoli per integrare con nuovi carichi le merci andate presto vendute. Durante le notti il Giuseppe più giovane dorme quasi sempre a bordo del camion, con un occhio aperto a vigilare sulle merci. Qualche volta, nelle stagioni meno fredde, anche lo zio gli fa compagnia. Frequenti le querelle con le guardie municipali a causa della loro omonimia, che genera equivoci e scambi di identità.

 

Tanti gli episodi che Pippo Vagnoni ricorda ancora, soprattutto quelli legati agli avventurosi viaggi invernali sotto la neve, su strade ghiacciate, verso, o di ritorno, dai mercati. Quando anche lui prende la patente di guida, vanno spesso alle fiere con due automezzi. Il Giuseppe giovane guida la vecchia Fiat 124 che usano solitamente per fare le consegne a casa dei clienti. Soprattutto dei mobili in bambù che, come detto, sono, all’epoca, molto richiesti. Anche dai vip. Al notissimo attore Ugo Tognazzi, Peppe Vagnoni, il fedayn, arrederà tutta la sua villa al mare, a Torvaianica.

 

 

Quel giorno a Caserta

 

Le grandi fiere e i mercati delle feste patronali nel centro-sud, come detto, vedono spesso presente Peppe Vagnoni con la sua bancarella. Lunghe trasferte che, in una occasione, gli fanno vivere una esperienza che ha dell’incredibile. Un vero incubo dal lieto e insperabile finale. Succede a Caserta. Durante uno dei suoi tanti viaggi solitari, parcheggia il suo mezzo in strada per andare a prendersi un caffè. Pochi minuti di sosta che gli sono fatali. Quando esce il suo camion non c’è più. Si dispera. Piange, con le mani fra i capelli. Lo hanno derubato di tutto quello che ha. Il frutto di una vita di lavoro. L’unico mezzo a sua disposizione per continuare a guadagnarsi da vivere. Urla tutta la sua disperazione in mezzo a quella strada del sud, dove una piccola folla di passanti si raccoglie intorno a lui, mossa a compassione, per cercare di consolarlo.

 

Incredibilmente, le lacrime di questo padre di famiglia completamente rovinato da un furto, fanno breccia anche nel cuore del boss del quartiere. Capisci che Dio c’è, in giorni come questo. Anche i delinquenti possono avere un’anima. Gli si avvicina un tizio. Gli sussurra all’orecchio che può andare a riprendersi il suo camioncino in una strada poco distante, che gli indica. Peppe, fra i singhiozzi, non crede alle sue orecchie. Non ci crede, ma corre verso quella via con il cuore in gola, ora gonfio, dopo l’angoscia più nera, di ritrovata speranza. Ma è vero. È vero davvero. Il suo camioncino è proprio parcheggiato lì, dove gli hanno detto. E dal carico non manca nulla. Non ci crede, ancora, nemmeno lui. Sembra il lieto fine di un film drammatico. Invece è tutta realtà. Ringrazia Dio, rinfrancato, riavviandosi sul suo Lupetto. Ma anche ringraziando quel boss di quartiere, che ha avuto pietà di questo forestiero derubato e disperato. Uomo d’onore lo chiamano. Ma, almeno stavolta, è onore vero.

 

Apre Stilcasa

 

Giuseppe e Teresa si sposano a San Martino di Lisciano nel 1961. Di lunedì, perché una volta, senza la supervisione di wedding planner per pianificare e personalizzare l’evento come prassi abituale al giorno d’oggi, bastava solo l’amore fra due giovani a rendere buono ogni giorno dell’anno per compiere il gran passo davanti a Dio. Nel 1962 nasce Gabriella. Nel 1965 Paolo.

 

Giuseppe e Teresa nel giorno del loro matrimonio

Con i figli piccoli nel 1968

I figli

 

I loro due figli a cui molto presto trasmetteranno la passione per il commercio, insieme agli onori e gli oneri dell’attività. Fin da piccolissimi cominceranno infatti a frequentare il negozio, a prendere dimestichezza con i tanti articoli, a conoscere i clienti e i rappresentanti, ad apprendere velocemente le arti di saper conoscere e, soprattutto, di parlare con la gente. Giuseppe e Teresa aprono Stilcasa in via D’Ancaria, al numero civico 3, proprio all’angolo con via Ceci, nel 1969. Più di mezzo secolo insieme, nella vita e in negozio. Fra i tanti articoli da regalo e per la casa, oltre ai vecchi, cari casalinghi di sempre. A lei, inizialmente timida, insegna i primi rudimenti del mestiere il nipote, Pippo, già esperto nel ramo. Quando, in quello stesso anno, entra a lavorare alla Ceat, approfitta dei turni per continuare a dare una mano allo zio nei giorni di mercato. Peppe Vagnoni, ora che ha anche il negozio da seguire, allenta parecchio l’attività ambulante, mantenendo solo le fiere più importanti della provincia e di quelle limitrofe.

 

Sempre su via D’Ancaria affaccia anche negozio del suo vecchio datore di lavoro, Nino Gandini, gestito prevalentemente dalla moglie “Middiola”. A poche decine di metri di distanza l’uno dall’altro e trattando le stesse categorie merceologiche, si fanno una concorrenza spietata. Giuseppe è uno che dà fiducia alla propria clientela, ma proprio questa sua eccessiva fiducia nel Prossimo, spesso troppa e mal riposta, gli fanno prendere diverse fregature. Ma è un venditore nato, che ama stare in compagnia degli amici, le feste, le bevute al bar, le carte da ramino e quell’irresistibile richiamo del tavolo verde allo Sporting Club.

 

In gita a Venezia

 

Con il marito sempre in giro, Teresa, con la sua presenza fissa in negozio, diventa il capo indiscusso della ditta. Che nel 1977 è pioniera delle televendite sulla emittente via cavo sambenedettese TVP, e, nel 1984 apre in via Pesaro un nuovo, anche se piccolo, punto vendita. Se ne occupano, da subito, i giovani della famiglia, Gabriella e Paolo, che ne prenderanno subito in mano la responsabilità. Soprattutto Paolo, che, nel 1996, trasferisce il negozio nei più capienti locali di via Kennedy dove è tutt’ora, insieme alla sua Giuseppina, dietro al bancone. Lui, più tecnico, illustra con passione e competenza, accuratezza nei dettagli, ogni articolo. La sorella Gabriella invece, che è rimasta nella sede storica di via D’Ancaria, è più portata per ordine e pianificazione. Il servizio alla clientela, come le merci oggetto di vendita, si sono evolute. La mercanzia non si spande più sul marciapiede. Il mondo è cambiato, e non in meglio. Peppe Vagnoni se ne è andato nel 2021. È stato sempre delicato, fin da bambino, di polmoni. I primi, troppo invasivi, protocolli sanitari anticovid hanno fatto il resto.

 

 

 

Dopo la morte del marito Teresa ha perso molti dei suoi stimoli e del suo smalto. Ha voluto ritirarsi in una bella residenza cittadina per anziani per passare i suoi ultimi anni. Capita spesso che i parenti degli altri ospiti della struttura, in visita ai loro cari, la riconoscano, e la salutino con calore. Molti di loro erano dei bambini quando, con i loro genitori, passavano a fare acquisti in quel fornitissimo negozio di via D’Ancaria.

 

«Ma lei è la signora Teresa di Stilcasa! La moglie di Peppe Vagnoni, il fedayn…».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X