
Nicola Mozzoni e Gigi Cava
di Pier Paolo Flammini
Centrodestra al bivio: soluzione interna o candidato sindaco civico? La situazione è fluida ma i tempi stringono e ogni giorno potrebbe essere un vantaggio visto che nel centrosinistra dopo un percorso non semplice si è arrivati alla scelta di Giorgio Fede (M5S), pur con la fronda della minoranza Pd (e un difficile progetto di allargamento per ora sulla carta rispetto alla coalizione). Mentre nel civismo di centro è ufficiale il nome del notaio Maria Elisa D’Andrea (“Merito di Più” il nome della lista, a lei guardano con simpatia i dissidenti Pd e probabilmente qualcuno dell’ex maggioranza Spazzafumo) oltre a quello dell’albergatore Nicola Mozzoni.
Insieme a Mozzoni ci sarebbero altri pretendenti alla candidatura a sindaco nella galassia centrista, che però ha lo sguardo rivolto verso la destra: Luigi Anelli (“Voce Nuova”), Domenico Pellei (“Centro Civico Popolare”). Verso Mozzoni confluirebbero altri ex amministratori della giunta Spazzafumo (Capriotti con “San Benedetto Viva” ma anche l’ex assessore Andrea Sanguigni); più difficile pensare che Anelli e Mozzoni possano coabitare (la questione della riapertura di via Lombroso li vede su sponde opposte).
Ma questo gruppo è in attesa delle decisioni del centrodestra, pericolosamente in ritardo rispetto a una situazione che s’era sembrata definire con l’indicazione, poi rientrata, del presidente della Banca del Piceno Sandro Donati. «Non vogliamo qualcuno imposto dall’alto, da Ascoli, vogliamo un sindaco veramente sambenedettese», così aveva commentato l’ex consigliere comunale della Lega Lorenzo Marinangeli. E proprio su questo binario insiste – o persiste – Pasqualino Piunti, che nei quattro anni passati all’opposizione in Consiglio Comunale ha meditato la rivincita rispetto al ribaltone inatteso del ballottaggio 2021: l’ex sindaco è molto attivo e organizza incontri con i propri simpatizzanti e sarebbe pronto anche ad andare da solo con le sue liste. D’altronde nel 2021 la lista “Piunti Sindaco” sfiorò da sola il 10%. Se Piunti decidesse di correre da solo (con la Lega) la situazione diventerebbe così frammentata che, come nel 2021, il 20% delle preferenze dovrebbe essere sufficiente per arrivare al ballottaggio. Ma per Fratelli d’Italia non sarebbe facile appoggiare nuovamente il sindaco in carica sconfitto nel 2021 e rinunciare a un proprio candidato, essendo il partito da anni quello di maggioranza relativa.
Ma non c’è solo Piunti a fare muro contro l’opzione civica del centrodestra che abbraccia Mozzoni (e il folto gruppo in formazione tra cui anche Base Popolare di Leo Bollettini). Fratelli d’Italia non si espone temendo che un proprio candidato ufficiale (come ad esempio Gianni Balloni) venga impallinato dal pollice verso della Lega (e magari pure di Forza Italia) ma nessuno sembra convinto al passo indietro per appoggiare l’albergatore (che è affiancato anche dal presidente di Confindustria Simone Ferraioli).
Un ulteriore giudizio negativo verso l’approdo civico a favore di Nicola Mozzoni arriva da un post del coordinatore comunale di Fratelli d’Italia Luigi Cava, uno dei quattro possibili candidati dei meloniani: «Una classe dirigente politica che sia accorta dovrebbe rivolgere lo sguardo lontano per individuare quali possano essere le prospettive figlie delle proprie scelte. Certo è che la vittoria nel confronti dell’avversario politico è condizione necessaria, ma la lungimiranza su quanto accadrebbe dal giorno dopo è un aspetto altrettanto importante per scrivere la storia di una città. Con questo non intendo spacciarmi per profeta, lungi da me, tuttavia sento un irrefrenabile impulso ad invocare la massima attenzione nella scelta che a breve dovrà necessariamente essere fatta dal centrodestra riguardo l’individuazione del miglior candidato sindaco da contrapporre a quanti si sono già palesati come tali».
«Perché le esperienze del passato, a San Benedetto, dovrebbero averci insegnato che la capacità di gestire politicamente la maggioranza consiliare, le relazioni con i partiti, l’operatività degli assessori, gli equilibri dei vari settori curando il rapporto tra dirigenti, direttori e responsabili degli uffici in un comune che è popolato con un numero di persone pari ad un piccolo comune della nostra provincia, non è cosa che si può improvvisare. Ci vuole conoscenza, esperienza e soprattutto tanta tanta buona politica» ammonisce Cava.
«C’è questa strana idea, o meglio presunzione, che in politica ci si possa candidare anche se si è cominciato ad interessarsene qualche settimana prima delle elezioni. Ai nostri giovani, dei quali spesso lamentiamo la loro scarsa partecipazione alla militanza politica, cosa dovremmo dire? “Non fate la gavetta, non partecipate alle riunioni dei partiti, perché altrimenti sareste penalizzati quando ci sarà da scegliere i candidati alle cariche importanti”, ecco sarebbe questo l’insegnamento da dare? Forse sì, magari sbaglio io a pensarla diversamente, ma a 59 anni, mi dispiace, voglio rimanere con le mie convinzioni che da più di trent’anni non ho mai tradito» conclude.
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