Conti in equilibrio, un avanzo consistente e una buona tenuta complessiva della macchina amministrativa. Ma anche criticità evidenti, a partire dalla carenza di personale e da una capacità di investimento ancora limitata. È il quadro che emerge dal Referto sul controllo di gestione 2024 del Comune di San Benedetto, del quale la commissaria prefettizia Rita Stentella, ha recentemente preso formalmente atto.
Il nodo principale riguarda proprio l’organico. A fronte di una dotazione prevista di 455 unità, i dipendenti in servizio sono poco più di 330. Oltre cento unità in meno che rischiano di incidere in maniera significativa sull’efficienza degli uffici e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Sul fronte finanziario, il dato più rilevante riguarda l’avanzo di amministrazione, che supera i 51 milioni di euro. Una cifra importante, ma solo in minima parte realmente utilizzabile: la quota disponibile si aggira infatti intorno ai 6 milioni, mentre il resto è vincolato, accantonato o già destinato a specifiche finalità. Un elemento che ridimensiona il peso reale del cosiddetto “tesoretto”.
La gestione economica resta comunque positiva, con il rispetto degli equilibri di bilancio e un fondo cassa che supera i 34 milioni di euro. Tuttavia, il risultato economico si riduce sensibilmente rispetto all’anno precedente, passando da oltre 3 milioni a circa 1,5 milioni, segnale di un aumento dei costi e di entrate non sempre in linea con le previsioni.
Sul versante della spesa, crescono le uscite correnti, in particolare per beni e servizi, mentre restano contenuti gli investimenti. Le spese in conto capitale risultano infatti inferiori alle attese, anche a causa dei tempi di realizzazione delle opere e della dipendenza da finanziamenti esterni.
Permangono inoltre criticità nella gestione delle entrate: restano consistenti le somme ancora da riscuotere, con un volume rilevante di residui attivi accumulati nel tempo, seppur in miglioramento rispetto agli anni precedenti.
In definitiva, il referto restituisce l’immagine di un ente con i conti in ordine, ma con una struttura amministrativa indebolita e la necessità di trasformare le risorse disponibili in interventi concreti sul territorio.
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