Due episodi distinti, un’unica preoccupazione: il disagio sociale che si manifesta in spazi pubblici e alimenta il malcontento dei residenti. Accade tra Ponterotto e Porto d’Ascoli, dove nelle ultime ore si sono registrati interventi e nuove segnalazioni.
Nella mattinata odierna le forze dell’ordine hanno effettuato un controllo mirato nell’area della chiesa Madonna del Suffragio, nel quartiere Ponterotto, da tempo indicata dai cittadini come punto critico. L’operazione, coordinata tra commissariato, polizia locale e PicenAmbiente, ha consentito di verificare la situazione sul posto e intervenire su alcune presenze segnalate.
Durante il sopralluogo sono state individuate quattro persone che avevano trascorso la notte nell’area, utilizzando coperte e oggetti personali per ripararsi. Dopo l’identificazione, si è proceduto alla liberazione dello spazio, con l’obiettivo di restituire condizioni più decorose e vivibili a una zona già oggetto di numerose lamentele.
Il contesto resta delicato: da tempo, infatti, i residenti di Ponterotto denunciano criticità legate alla marginalità sociale, con episodi che vanno oltre i semplici bivacchi e che, secondo le segnalazioni, includono anche momenti di tensione e degrado diffuso.
E mentre si interviene sul fronte operativo, un’altra segnalazione arriva da Porto d’Ascoli Centro, dove il comitato di quartiere ha scritto alle autorità per denunciare una situazione analoga. Nel mirino, questa volta, la presenza di un uomo che da circa una settimana dorme sotto il porticato delle suore del Divino Amore, di fronte a piazza Cristo Re.
«Ogni sera, intorno alle 21.30, un cittadino trova rifugio in questo spazio e, avvolto in una coperta, trascorre la notte al freddo e alle intemperie – afferma il presidente del Comitato di quartiere, Elio Core, lanciando un appello alle autorità –. Un episodio a cui non avremmo mai voluto assistere, che segnala il degrado e lo stato di povertà di talune persone».
Dal comitato emerge anche un senso di frustrazione per segnalazioni già effettuate in passato e rimaste senza risposta. «Questi fenomeni sono stati segnalati altre volte senza avere riscontri concreti – prosegue Core –. Chiediamo quindi di attivare interventi adeguati per risolvere il caso. Non vogliamo assistere alla trasformazione del quartiere in un dormitorio pubblico».
Due situazioni diverse, dunque, ma che raccontano la stessa realtà: quella di una città alle prese con fragilità sociali evidenti e con la necessità di coniugare sicurezza, decoro e risposte concrete a chi vive ai margini.
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