di Filippo Ferretti
La testimonianza di come ogni scorcio di terra, di cielo e di mare custodisca un’anima. E’ quel che emerge dalle immagini che compongono l’esposizione che ha aperto i battenti al Forte Malatesta, ad Ascoli ieri 2 aprile.

Il taglio del nastro della mostra
Si tratta del progetto “Nel segno della luce”, reso possibile dagli artisti che compongono il collettivo fotografico Photonica3. Dopo aver conquistato i più prestigiosi concorsi mondiali di fotografia naturalistica, questi talentuosi creativi sono tornati a casa, nelle Marche, allestendo la loro prima mostra antologica che mette in evidenza tanti contesti geografici, compreso quello dei Monti Sibillini.
L’evento vede i sette fotografi del collettivo immortalare luoghi, scenari, colori di assoluta bellezza, un documento emozionale della natura – dall’ambiente alla flora sino alla fauna – che è al centro di un progetto che da oggi, oltre ad essere mostra, diventa anche un libro con lo stesso titolo.

Papetti e Castell ammirano le opere
L’esposizione appena inaugurata, non è solo una ricca serie di scatti, ma rappresenta la sintesi di uno sguardo condiviso, il poter permettere di fotografare il paesaggio e farlo diventare un luogo interiore. L’evento, che sarà visitabile fino al prossimo 26 aprile, rappresenta il primo tassello del mosaico rappresentato dall’Appennino Foto Festival, il cui percorso proseguirà poi nei mesi successivi con numerose iniziative.
La rassegna, nata nel 2019 come appuntamento estivo per affrontare i temi della natura e della fotografia con ospiti trasversali, rappresenta per Photonica3 l’esempio di come l’arte possa promuovere e rafforzare un territorio.

La platea alla presentazione dell’evento
Durante la presentazione del volume e della mostra il presidente Marco Gratani ha a lungo sottolineato come l’intero risultato del progetto sia dedicato alla memoria di Lorenzo Lambertucci, con cui il gruppo ha condiviso una parte fondamentale della propria crescita umana e professionale.
«Photonica3 ci dimostra come dai territori dell’Appennino Centrale possano nascere esperienze di livello internazionale, capaci di parlare al mondo raccontando la bellezza e l’identità dei nostri luoghi» ha dichiarato il Commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, presente al momento inaugurale accanto al direttore dei musei civici Stefano Papetti, all’assessore comunale Donatella Ferretti e a Roberto Bedini di “Next Lab”, realtà che ha contribuito all’allestimento: tutti d’accordo nell’affermare che la cultura possa risollevare le comunità a livello economico e sociale di pari passo con la ricostruzione materiale.
«Abbiamo dovuto effettuare una selezione enorme di tutti i nostri lavori, ricavandone solo 82, ma le opere non sono firmate, a riprova di un lavoro corale fondato su sensibilità e sintonia» ha aggiunto il curatore Stefano Ciocchetti, spiegando che il lavoro complessivo rappresenti un modo guardare la natura che, inevitabilmente, finisce per parlare di tutti noi.
FOTOGALLERY
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