Se con il marmo di Carrara Michelangelo ha scolpito la Pietà, con quello ascolano – proveniente da Centrale e Acquasanta – Gori ha realizzato un pareggio che vale oro. Da una parte una Carrarese più dura del marmo; dall’altra un Ascoli ancora più testardo e mai domo. Forse anche fortunato, ma come dice il detto: “la fortuna aiuta gli audaci”.

 

Bianconeri in campo con il fioretto, ospiti con la spada e in mezzo un arbitro che spesso non ha visto bene, forse più adatto alle balere romagnole, anche se alcuni “lisci” non li ha saputi valutare. Un pareggio che va bene per come si era messa la partita, ma un risultato sul quale entrambi possono recriminare.

 

I bianconeri sono partiti come al solito: triangolazioni, fraseggi e possesso palla. Non sono mancati gli errori che, come sempre, hanno provocato brividi agli oltre 12.000 spettatori: palle perse o passaggi sbagliati per questione di centimetri, sui quali gli ospiti sono andati a nozze creando pericoli e sciupando occasioni. Ma il Dna dell’Ascoli è questo. La novità casalinga, oltre alla nuova Curva Sud, è che i bianconeri hanno giocato con il “doppio libero”, ovvero il portiere Vitale, transformatosi in quel difensore in più che (forse) manca nell’organico.

 

Il gioco della squadra di Tomei è sempre piacevole da vedere, anche se la stoccata tarda ad arrivare. D’Uffizi e Silipo sulle fasce sono stati bloccati dalle marcature asfissianti e dal continuo raddoppio operato dalla squadra di Cioffi: un giro palla che puntualmente si è andato a infrangere sul muro di marmo della Carrarese (qualcuno ha parlato di pullman davanti alla porta). La nuova Curva Sud, bella e fantastica, non può fare altro che assordare il malcapitato portiere avversario con bordate di fischi e rimandare il boato di gioia alla ripresa. Così, nella prima frazione di gioco, si passa dalla paura – ovvero dalla traversa colpita di tacco da Rizzo nella porta sbagliata – alle due occasioni sciupate scelleratamente da Chakir e Silipo.

 

Nella ripresa l’Ascoli, per scaramanzia, rientra ancora in ritardo (un’altra multa in arrivo). I bianconeri sono padroni del campo ma non riescono a sfondare. Il gol sotto la nuova Curva Sud arriva, ma a segnarlo è la Carrarese con la più classica azione di contropiede: palla rubata a centrocampo e lancio nella prateria dove gli ospiti, in superiorità numerica, firmano il vantaggio.

 

La nota di merito dell’Ascoli è che la squadra non si scompone e riprende a giocare come se nulla fosse accaduto. Alla fine, grazie anche ai cambi, arriva il meritato pareggio: Gori, il centravanti teutonico, realizza un eurogol e sprigiona tutta la sua gioia, mista a rabbia, con il lancio in aria della maglietta. Un classico come il cartellino giallo, ma questa volta speso decisamente bene.

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