Un video di quarant’anni fa, pubblicato su YouTube, riporta alla memoria un’immagine che, a distanza di decenni, assume un significato tutt’altro che nostalgico. È quella della strada provinciale Mezzina, percorsa in auto da un uomo con una telecamera diretta verso Cossignano. A rivederla oggi, la sorpresa di un residente è stata soprattutto una: quell’asfalto che ricorda di aver visto da ragazzino sarebbe, nella sua memoria, l’ultima asfaltatura completa della strada.

 

A raccontarlo è Adelmarco Vagnoni, 53 anni, che ha deciso di scrivere direttamente alla Provincia di Ascoli Piceno, indirizzando la sua segnalazione al Settore III – Infrastrutture e Servizi.

Buche lungo la Mezzina

 

«Volete sapere qual è stato il mio stupore? È stata la prima e l’unica volta che ho visto fare l’asfaltatura in questa strada», scrive Vagnoni, ricordando quando, ancora ragazzino, percorreva la Mezzina in bicicletta per raggiungere il paese.

 

Da quel momento, secondo il residente, sarebbero passati decenni senza che la strada abbia più conosciuto un intervento complessivo di rifacimento dell’asfalto. Una situazione che, sostiene, non riguarderebbe soltanto quel tratto, ma più in generale la viabilità delle aree interne del Piceno.

 

«Le nostre strade del Piceno, soprattutto all’interno, sono veramente un disastro e fanno pena e vergogna, adesso con i turisti poi», è la considerazione contenuta nella lettera. Ma il problema, sottolinea Vagnoni, non è soltanto legato all’immagine che il territorio offre a chi arriva da fuori. È soprattutto una questione quotidiana per chi in quei territori vive.

 

«Si percepisce l’abbandono», scrive, chiedendo maggiore attenzione e cura per una rete viaria che, a suo giudizio, dovrebbe garantire «sicurezza, decoro e dignità alle persone e ai paesi da cui vengono attraversate».

 

Nel mirino finiscono soprattutto le condizioni del manto stradale: «Buche enormi, asfalto crepato, dislivelli tra una carreggiata e un’altra che fanno paura». E ancora, la critica agli interventi che, secondo il residente, si limiterebbero a «qualche rappezzatura fatta al volo», senza affrontare in maniera strutturale le criticità.

 

Parole dure, accompagnate però da una richiesta precisa: capire perché, di fronte a una situazione che il cittadino considera ormai evidente da anni, non vengano programmati interventi più consistenti.

 

«Non capisco perché non si faccia nessun tipo di intervento, mi senti avvilito», scrive Vagnoni, arrivando a paragonare le condizioni della viabilità a quelle di «un paese del terzo mondo».

 

La sua lettera si conclude con una domanda rivolta direttamente alla Provincia e alla responsabile della viabilità: «Non le è mai capitato di vedere tutto ciò?». Un interrogativo che diventa anche una richiesta di attenzione per le strade dell’entroterra, dove la qualità della viabilità rappresenta un elemento tutt’altro che secondario per residenti, lavoratori e turisti.

 

«Le nostre strade non sono più sicure», conclude il cittadino, chiedendo educatamente una risposta e, soprattutto, che la sua segnalazione possa contribuire a riportare l’attenzione sulla manutenzione della viabilità provinciale.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA