Il caldo che ha accompagnato la fine di agosto e l’inizio di settembre sta avendo un effetto inatteso sugli oliveti del Piceno e del Fermano: la mosca dell’olivo rallenta. Un trend che avevamo già evidenziato la scorsa settimana e che, ora, viene riproposto nel nuovo monitoraggio effettuato dall’Amap, inserito nel notiziario agrometeorologico del 2 settembre. Si evidenzia infatti catture di adulti «nella maggior parte dei casi di poche unità», mentre dal controllo delle olive non emergono né deposizioni di uova in corso né infestazioni attive.

 

A determinare questo scenario sono soprattutto le condizioni meteorologiche delle ultime settimane. Le temperature elevate hanno sensibilmente ridotto l’attività della mosca e provocato una significativa mortalità di uova e larve. Una situazione che porta i tecnici a non consigliare, al momento, alcun intervento fitosanitario contro il parassita in nessun areale.

 

Il rovescio della medaglia, però, è rappresentato proprio dal caldo persistente. In molti oliveti sono stati riscontrati sintomi di carenza idrica, con olive raggrinzite e, in alcuni casi, foglie che iniziano a ripiegarsi. Per le piante maggiormente esposte può essere utile il ricorso al caolino, indicato come corroborante per sfruttare la sua azione protettiva dall’irraggiamento solare, considerato il perdurare delle temperature elevate.

 

(Foto d’archivio)

L’olivo si trova attualmente nella fase di accrescimento dei frutti, mentre nei vigneti è già iniziata la raccolta delle varietà più precoci. La vite è nella fase compresa tra l’addolcimento degli acini e la maturazione e, nei monitoraggi effettuati sul campo, il grado zuccherino medio è risultato pari a 19,30 gradi Brix per la Passerina e 19,80 per il Montepulciano.

 

Il quadro delle ultime giornate restituisce del resto l’immagine di un territorio ancora pienamente immerso nell’estate. Tra il 26 agosto e il primo settembre le temperature massime hanno raggiunto valori particolarmente elevati: 38,7 gradi a Carassai, 38,9 a Montegiorgio e 38,5 a Montefortino, mentre le precipitazioni sono risultate pressoché assenti nella rete di rilevamento, con appena 1,6 millimetri a Montefortino, 0,2 a Sant’Elpidio a Mare e 0,4 a Fermo.

 

E il caldo, almeno per ora, non sembra intenzionato a mollare la presa. L’analisi dell’Amap – Agenzia per l’Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pescadescrive un campo anticiclonico mediterraneo dominato dalla componente subtropicale continentale, responsabile di temperature superiori alla norma, con anomalie nelle Marche nell’ordine dei 6-7 gradi. Secondo le ultime elaborazioni modellistiche, le attuali condizioni estive potrebbero accompagnare il territorio almeno per tutta la prima decade di settembre.

 

Per i prossimi giorni, dunque, ancora sole e temperature elevate. Giovedì 3 settembre cielo sereno o poco nuvoloso, senza precipitazioni e con massime in lieve calo. Venerdì 4 ancora condizioni stabili, con minime in diminuzione e massime in aumento. Sabato 5 è atteso un nuovo incremento delle temperature, soprattutto nei valori massimi. Qualche novità potrebbe arrivare domenica 6, quando sui rilievi appenninici compariranno cumuli pomeridiani, con la possibilità di brevi acquazzoni o rovesci e un calo delle massime.

 

Per il resto, sull’area costiera e collinare del Piceno, l’estate sembra dunque avere ancora parecchio da dire. E se il caldo sta tenendo a bada la mosca dell’olivo, nei campi resta il problema di una disponibilità d’acqua sempre più ridotta, con gli agricoltori chiamati a fare i conti con una stagione che, anche a settembre iniziato, continua a presentare caratteristiche decisamente estive.

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