La notizia della scomparsa di Fabrizio Bagalini è arrivata improvvisa e ha lasciato sgomento Jonathan D. Chiappini. Il capogruppo di “Solidarietà e Partecipazione – Città in Movimento” affida a un ricordo personale il dolore per la perdita di una persona con la quale, negli ultimi anni, aveva condiviso un intenso percorso di collaborazione e di amicizia.
«La notizia improvvisa della scomparsa di Fabrizio, giuntami ieri a metà mattinata, mi ha lasciato pietrificato – racconta Chiappini -. Inizialmente non volevo crederci. Sono rimasto immobile per diversi minuti, incapace di metabolizzare quanto stesse accadendo». Tanto forte l’incredulità da spingerlo a fare diverse telefonate per avere la conferma di una notizia che, almeno in un primo momento, sperava potesse essere soltanto un tragico errore.
Nel suo messaggio, Chiappini ricorda soprattutto il ruolo che Bagalini ha avuto nella sua attività amministrativa e nella vita della comunità di Grottammare. I due si conoscevano da tempo, ma il rapporto più stretto era nato circa tre anni fa, quando Chiappini aveva assunto la delega al decoro urbano e alla gestione dei servizi affidati a PicenAmbiente.
«Dopo che avevo studiato la parte teorica, il contratto e le schede tecniche, è stato lui a spiegarmi sul campo il significato e il funzionamento concreto di ogni singolo servizio sul territorio», ricorda il capogruppo, definendo Bagalini un «punto di riferimento insostituibile»
Da quella collaborazione professionale era nata anche un’amicizia caratterizzata da un rapporto diretto e schietto. «Avevamo entrambi un carattere forte, a tratti esplosivo – sottolinea ancora Chiappini -. Quando notavamo situazioni che, dal nostro punto di vista, non erano giuste o corrette, reagivamo con veemenza». Una sintonia alimentata dalla comune volontà di intervenire sulle situazioni che ritenevano non funzionassero.
Negli anni, racconta sempre Chiappini, sono state numerose le battaglie affrontate insieme, spesso con la consapevolezza di avere davanti ostacoli difficili da superare. E proprio in quei momenti non mancava l’ironia: «Fabri’, a noi non ci fanno tocca’ palla, ma non importa…perché gli altri sono talmente somari che si fanno gli autogol da soli!». Un’ironia dietro la quale, però, c’era una convinzione profonda: quella di agire senza interessi personali, ma esclusivamente per senso del dovere e rispetto nei confronti della comunità.
Il rapporto tra i due non era comunque privo di scontri. Anzi. «Capitava così più di una volta, anche al telefono, di scontrarci vivacemente», racconta Chiappini. Le telefonate erano frequenti: tre o quattro volte alla settimana, fino a diventare anche tre o quattro al giorno nei periodi più complicati. Ed è proprio l’assenza di quelle conversazioni a rendere ancora più difficile il distacco.
«Oggi, al solo pensiero che quelle telefonate non ci saranno più, provo un profondo senso di smarrimento», confessa il capogruppo, che parla di un «vuoto incolmabile» lasciato dalla scomparsa di Bagalini.
Nel congedarsi, Chiappini affida al suo amico una promessa: «Finché mi sarà concesso, continuerò a portare avanti le nostre idee e la missione che ci eravamo prefissati, con la stessa determinazione ma anche con la serenità e quel pizzico di ironia che ci hanno sempre contraddistinti».
A nome proprio e di tutto il gruppo “Solidarietà e Partecipazione – Città in Movimento”, Chiappini ha infine rivolto le condoglianze ai familiari e a tutte le persone che hanno voluto bene a Fabrizio. «Ciao Fabrizio, grazie di tutto».
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