
Fango al cimitero di Poggio di Bretta
Al cimitero di Poggio di Bretta sepolto dal fango (anche) il buon senso. Numerose le proteste giunte, infatti, in redazione da parte di tanti fra i visitatori del piccolo camposanto della frazione, in questa prima settimana di novembre. Mese che la tradizione cristiana vuole dedicato alla memoria dei defunti, e, quindi, favorendo l’afflusso di pubblico più alto che in ogni altro periodo dell’anno. Quanto mai improvvida è risultata dunque la tempistica, a ottobre, per l’inizio dei lavori di posa dei nuovi tombini di scolo delle acque piovane.
Gli scavi e il passaggio di bobcat sui camminamenti del piccolo cimitero hanno infatti rimosso l’erba e il poco brecciolino dagli stessi. Le abbondanti piogge di questo ultimo periodo hanno contribuito poi a trasformare gli stretti passaggi sterrati fra tombe e cappelline di famiglia in impraticabili acquitrini. Impossibile arrivare a gran parte dei loculi, crisantemi in una mano e ombrello nell’altra, senza sprofondare nel fango, con grave disagio soprattutto per gli anziani. O, comunque, per chiunque sprovvisto di stivaloni impermeabili con suola antiscivolo a grip garantito.
Chi si è avventurato, la maggioranza, ha dovuto inzaccherarsi per bene le scarpe, avendo cura principalmente di restare in piedi e riuscire ad arrivare indenne fino alle lapidi degli amati scomparsi. E pace (si fa per dire) per la fanghiglia incollata alle calzature da riportarsi fino a casa per le inevitabili pulizie del caso. I Requiem aeternam si sono fusi così, quest’anno, alle imprecazioni in ogni declinazione fonetica ed idioma. Una penitenza in più per i malcapitati visitatori, sempre a suffragio per le anime del Purgatorio.
Il cimitero di Poggio di Bretta, non nuovo a episodi di varia trascuratezza registrati in passato, torna così, suo malgrado, alla ribalta della cronaca. Anche stavolta, sarebbe bastato poco per evitare disagi e maledizioni. Qualche palata di brecciolino, su quelle piste sterrate e allagate più simili al percorso di un avventuroso rally, che a viatico verso un silenzioso raccoglimento.














