Il presidente Itb Italia Giuseppe Ricci tra gli avvocati Gabriella Guida e Vincenzo De Michele

Si sbroglia (forse) la matassa giuridica che riguarda le concessioni demaniali marittime al centro del tormentone della Direttiva Europea Bolkestein. Lo scorso 7 settembre infatti il Consiglio di Stato ha stabilito con una sentenza che l’estensione delle concessioni demaniali al 2033 decisa dalla legge Centinaio (governo Conte) è valida purché abbia seguito un vero procedimento amministrativo, con pubblicazione delle istanze nell’Albo Pretorio con congruo intervallo per presentare domande concorrenti e rilascio di uno specifico provvedimento finale. In questo caso non si è davanti a una proroga automatizzata contraria all’ordinamento italiano ed europeo, ma a una vera procedura pubblica.

L’incontro tra amministrazione municipale e concessionari di spiaggia a “La Serenella”

Procedura che, secondo Giuseppe Ricci, presidente Itb Italia, è stata seguita dai Comuni della Riviera delle Palme. A Cupra, Grottammare e per alcuni concessionari di San Benedetto fu all’epoca rilasciata di una licenza demaniale che estendeva al 31 dicembre 2033 la durata delle concessioni. Se dunque tutti gli imprenditori balneari cuprensi e grottammaresi hanno in mano una licenza fino al 2033, a San Benedetto la situazione appariva più complicata dal fatto che gli uffici non hanno fatto in tempo a rilasciare, prima del 2021, tutte le licenze per le quali era stata presentata istanza. Di recente infatti, in un incontro con il sindacato di categoria Itb Italia, i rappresentanti comunali, tra cui il sindaco Nicola Mozzoni, avevano dichiarato di voler studiare al meglio le delibere determine del Comune di San Benedetto per vedere se conformi alla sentenza del Consiglio di Stato.

Effettivamente con determina dirigenziale del primo ottobre 2020 il Comune di San Benedetto, facente seguito a precedente delibera di giunta comunale, eseguiva un “atto ricognitivo per la formalizzazione ex lege, fino al 31 dicembre 2033, della durata delle concessioni demaniali marittime”. Atto pubblicato sull’albo pretorio nei termini di legge previsti senza incontrare opposizione o ricorsi.

«Questa è una ulteriore prova che noi balneari alle aste non ci dobbiamo andare e non ci andremo mai – ribadisce Giuseppe Ricci, presidente Itb Italia – Si tratta di una pezza d’appoggio che allontana definitivamente l’idea di coloro che, invece, pensavano di obbligarci alle aste, seppur contrarie alla legge e all’ordinamento europeo, nel 2027».

«A Cupra, Grottammare, San Benedetto e negli altri comuni italiani il 2033 è stato recepito correttamente, come richiesto dallo stesso Consiglio di Stato – spiega Ricci – Ma il nostro obiettivo è ribadire che sulla base del diritto europeo, come sottolineato dalla recente ordinanza della Corte di Giustizia, le aste non devono avvenire. La risorsa spiagge non è scarsa: persino senza contare laghi e fiumi, essa è pari al 33% del totale delle spiagge italiane, mentre nelle Marche, come da documentazione degli uffici regionali del mese di agosto, ci sono ancora molti chilometri di spiagge da poter assegnare in concessione. Chi si muove in maniera diversa ne risponderà, civilmente e penalmente, davanti alla giustizia: siamo supportati da avvocati esperti della materia, il 3 ottobre ne parleremo all’Auditorium Comunale di San Benedetto. Al quale intanto chiediamo di chiarire il prima possibile come i suoi atti del 2020 in merito all’estensione al 2033, a fronte delle recenti sentenze del Consiglio di Stato, siano legittimi e in vigore».

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