Ha raccontato San Benedetto per decenni, attraverso la cronaca, lo sport, la politica e la vita cittadina. Ma Pasquale Bergamaschi non è stato soltanto un cronista: è stato anche musicista, batterista, appassionato della sua Samb e, più in generale, un uomo profondamente legato alla città e alle sue radici marinare. La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo dell’informazione locale e tra quanti lo hanno conosciuto e frequentato.
I funerali saranno celebrati domani, venerdì 25 settembre, alle ore 15.30 nella chiesa di San Giuseppe, a San Benedetto. A ricordarne la figura è innanzitutto l’Amministrazione comunale. Il sindaco Nicola Mozzoni, gli assessori e i consiglieri comunali hanno espresso le proprie condoglianze alla famiglia, sottolineando come Bergamaschi abbia «segnato la storia degli ultimi decenni di San Benedetto», sia come testimone sia come protagonista. Un legame riconosciuto anche nel 2024, quando la Città gli conferì il Gran Pavese Rossoblù.

Pasquale Bergamaschi, nel 2024, riceve il Gran Pavese Rossoblù dall’allora sindaco Antonio Spazzafumo
Da cronista aveva seguito San Benedetto attraverso diversi mezzi di comunicazione, dalla carta stampata alla radio e alla televisione. Il calcio e la Samb occupavano un posto speciale nella sua attività, ma nei suoi articoli trovavano spazio anche la politica, la cultura e i principali avvenimenti della comunità. Celebri erano i suoi confronti con gli amministratori cittadini, raccontati con quello stile vivace che lo aveva reso una presenza riconoscibile nel panorama dell’informazione locale.
Bergamaschi aveva mosso i primi passi nel giornalismo proprio raccontando le vicende rossoblù e dal 1983, e per diversi decenni, era stato una delle firme del Resto del Carlino. Un percorso che lo aveva portato a diventare un punto di riferimento per chi seguiva le vicende della Samb. «Sambenedettese doc», lo ricorda la società del presidente Vittorio Massi, che si è stretta attorno alla famiglia esprimendo le proprie condoglianze alla figlia Valentina e a tutti i suoi cari.
Ma la sua storia non si esauriva nelle pagine dei giornali. C’era anche la musica, un’altra grande passione che lo aveva portato a esibirsi in numerose località italiane. Batterista del gruppo dei Leaders, aveva animato per anni le serate estive, fino a diventare protagonista dei celebri caffè-concerto sambenedettesi, prima alla pineta della Bambinopoli e successivamente al caffè Florian.
Nel ricordo dell’ex sindaco Antonio Spazzafumo emerge invece il rapporto personale costruito negli anni. Un’amicizia nata, racconta l’ex primo cittadino, non senza qualche iniziale diffidenza e trasformata poi in complicità. Spazzafumo ricorda in particolare le volte in cui accompagnò Bergamaschi allo stadio per permettergli di assistere alle partite della Samb, in un periodo nel quale la sua mobilità era diventata più difficoltosa.
«La risposta fu: ma tu sei il sindaco e vieni a prendere me per andare alla partita? Il sindaco che perde tempo con me?», racconta Spazzafumo. La risposta fu quella di un sindaco che voleva semplicemente regalare «un momento di svago ad un cittadino e giornalista importante della nostra città». E dopo le partite, ricorda ancora l’ex sindaco, Bergamaschi tornava a casa e gli dettava praticamente il suo articolo.
Un legame che Spazzafumo ricorda anche in occasione del conferimento del Gran Pavese. Andò a trovarlo nella clinica di Ascoli dove era ricoverato e trascorse con lui e con l’amico Carlo Di Giovanni circa due ore a parlare e ricordare episodi di una lunga carriera giornalistica.
Con Pasquale Bergamaschi se ne va dunque una figura che ha attraversato epoche diverse della città, dai tumultuosi anni Sessanta e Settanta fino agli anni più recenti, osservandone e raccontandone trasformazioni, personaggi e passioni. Un’esperienza vissuta, come sottolinea il Comune, con curiosità, passione e umanità, lasciando dietro di sé affetto, riconoscenza e stima.
Addio a Pasquale Bergamaschi, il giornalismo locale perde una delle sue firme storiche














