Viviamo immersi in un flusso costante di notifiche, profili social aggiornati in tempo reale, chat istantanee e connessioni hi-tech che promettono di azzerare le distanze, eppure di fronte alla necessità di lasciare un segno istituzionale tangibile si finisce sempre per riscoprire il fascino intramontabile della carta stampata. È quanto dimostra la recente scelta compiuta a San Benedetto, dove gli uffici di presidenza del Consiglio comunale hanno deciso di dotarsi di nuovi biglietti da visita istituzionali, impegnando una spesa complessiva di 90,28 euro e scommettendo sul valore della materia e sulla prossimità territoriale.

 

Il municipio di San Benedetto

Per suggellare questo legame con la cittadinanza e con gli interlocutori istituzionali, l’amministrazione comunale ha infatti formalizzato un affidamento diretto alla Tipolitografia Careful Print di Pietro Ficcadenti, radicata proprio in via Sabotino sul territorio cittadino, per la realizzazione di un quantitativo congruo di cartoncini intestati recanti lo stemma dell’ente e la denominazione della carica, destinati a impreziosire le relazioni pubbliche e la rappresentanza esterna. Un piccolo grande rituale che ci ricorda come, nonostante la digitalizzazione imperante, affidare il proprio nome a un pezzo di carta di qualità conservi una solennità e un costo contenuto che nessun algoritmo riuscirà mai a replicare.

 

Questa predilezione per il contatto fisico e formale trova del resto un corrispettivo culturale straordinario dall’altra parte del mondo, in Giappone, dove il biglietto da visita, noto come meishi, non è un semplice promemoria di contatti bensì una vera e propria estensione dell’identità personale e professionale, scambiato ancora oggi con inchini riverenti, custodito in appositi astucci protettivi e maneggiato con entrambe le mani come autentico pegno di rispetto reciproco.

 

Che si tratti del Sol Levante o della Riviera Adriatica, la lezione che ci arriva da questi piccoli pezzi di carta è che l’era digitale non ha cancellato il bisogno di concretezza, ma ha reso il cartoncino un lusso discreto e un simbolo insostituibile di cura nei rapporti umani.

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