
Emanuele Ameli mentre consegna le carte del ricavato a Roberto Renga e alla sorella
Il caso di Roberto Renga: la roulotte sfasciata da un’auto e la raccolta fondi da parte di un cittadino. Ma chi è questo cittadino? E perché si è dato tanto da fare?
E’ Emanuele Ameli, ascolano, autista di pullman di linea e titolare di un’impresa di pulizie. Uno come tanti che non ha voltato lo sguardo ad una persona in difficoltà. E ci ha messo la faccia, oltre al nome, attirandosi anche le critiche sugli implacabili social. Ma quello che fatto, è tutto nero su bianco, come dimostrano le ricevute di 1.388 euro totali, i cui donatori saranno ringraziati personalmente dai familiari di Roberto. E’ tutto semplice e trasparente come deve essere la solidarietà.
Resta quindi da capire il motivo che lo ha spinto ad aiutare Renga.
«Con l’autobus faccio sempre il giro del cimitero e tutti i giorni vedo Roberto. Non sta mai fermo, sempre con la scopa in mano, rifiuti da buttare, qualcosa da aggiustare, anziani da aiutare.
Mi ha colpito, messo a confronto con tanti giovani disoccupati (e Renga ha i suoi 54 anni, ndr), che vedo altrove ed in altri orari, impegnati invece a bere e a girovagare. Quando potrebbero fare altro. E lo dico perché faccio molta fatica a trovare operari per la mia impresa di pulizie. Certo, il lavoro è faticoso e, ad esempio, mi sono sentito dire “No” da parte di chi ha il reddito di cittadinanza».
Così, lo strano modo di vivere di Roberto Renga è entrato nel cuore di Emanuele Ameli che, senza farsi troppi problemi, ha aperto un conto per soli 7 giorni, dal 20 al 27 gennaio.
«E’ stata una cosa nata sul momento e da fare in fretta perché con la roulotte in quelle condizioni non è un piacere, soprattutto la notte. Abbiamo fatto tutto con un appello su Facebook. In tanti hanno voluto contribuire, mettendo quello che potevano».
m.n.g.
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