
Gli ospedali “Mazzoni” di Ascoli e “Madonna del Soccorso” di San Benedetto
di Maria Nerina Galiè
«È inaccettabile che ancora nel 2021 ci siano ospedali con tracce di amianto. Non possono esistere elementi potenzialmente nocivi per la salute dei cittadini, anche se adeguatamente trattati, proprio nelle principali strutture deputate alla cura della salute». Così a giugno scorso, l’assessore regionale all’Edilizia ospedaliera Francesco Baldelli annunciava l’investimento di 4,7 milioni di euro per la rimozione del pericoloso materiale in 21 ospedali delle Marche.
Tra questi c’erano anche il “Mazzoni” di Ascoli ed il “Madonna del Soccorso” di San Benedetto, dove si va spediti verso l’obiettivo. Con determina del direttore Massimo Esposito è stato approvato il progetto esecutivo e l’autorizzazione a contrarre di due progetti, volti appunto a bonificare gli ospedali piceni.

Massimo Esposito
Per quanto riguarda il “Mazzoni” si parla di complessivi 1.017.576,90 di euro. “Le lavorazioni – consistono nella rimozione di materiale contenente amianto, individuato a seguito di campionamento ed analisi, all’interno del rivestimento rigido del materiale isolante delle varie tubazioni presenti all’interno dell’edificio.
Le aree oggetto di intervento, per quanto è stato possibile ispezionare e campionare, sono individuabili in: centrale termica principale, Unità di trattamento dell’aria (Uta), stanza muratori, locale elettricisti, sottocentrale freddo e locale Uta radiologia. All’interno dei suddetti locali sono presenti numerose tubazioni a soffitto o a parete, rivestite con materiale isolante protetto da un rivestimento rigido contenente amianto.
Inoltre all’interno della sottostazione termica sono presenti materiali contenenti amianto danneggiati e da
recuperare a pavimento.
L’intervento all’interno della ax centrale unità di trattamento aria, consiste invece, oltre alla rimozione del
rivestimento delle tubazioni, anche nella rimozione del rivestimento delle canalizzazioni dell’aria in parte
dismesse e non più utilizzate” (Sotto la pianta allegata al progetto esecutivo).

Francesco Baldelli
Per il “Madonna del Soccorso” la spesa sarà di 686.515,92 euro. In questo casi si dovrà intervenire sulla pavimentazione di tutti i piani della palazzina “F”: “Le principali lavorazioni consistono nella rimozione della colla contenente amianto dei pavimenti della palazzina “F” e la rimozione della coibentazione dalle tubazioni nei cunicoli e cavedi tecnologici. Le aree oggetto d’intervento sono la palazzina “F” piani, piano 2° sottostrada; piano 1° sottostrada; piani terra; piano primo; piano secondo, cunicolo tecnologico per la parte relativa al piano 3° sottostrada del corpo “D”, cavedio verticale del corpo “D” ai piani 2° sottostrada e 1° sottostrada” (Sotto la pianta allegata al progetto esecutivo).
In entrambi gli ospedali si procederà dividendo le aree d’intervento in sottocantieri per non intralciare le normali attività e per lavorare in sicurezza, isolando a norma di legge il materiale da rimuovere. Il cronoprogramma prevede di terminare le opere ad Ascoli in 240 giorni, mentre per San Benedetto se ne stimano 1.300.
Gli interventi di bonifica interesseranno le 21 strutture ospedaliere per le quali sono giunte in Regione segnalazioni di presenza di amianto, appartenenti a tutte le 5 Aree Vaste delle Marche: il distretto sanitario e ambulatoriale di Urbania (100mila euro), l’ospedale di comunità di Sassoferrato (15mila euro), il presidio di Senigallia (35mila euro), l’ospedale di comunità di Arcevia (25mila euro), il presidio di Fabriano (50mila euro), il nosocomio di Macerata (250mila euro), l’ospedale di Matelica (80mila euro), il presidio di Civitanova (152mila euro), l’ospedale di Fermo (250mila euro), l’ospedale “Mazzoni” di Ascoli (1.017.576 euro), l’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto (686.515 euro), i reparti di radiologia di Sant’Elpidio a Mare (25mila euro), Petritoli (10mila euro), Montegranaro (30mila euro) e Montegiorgio (300mila euro), gli Ospedali riuniti Marche Nord a Pesaro (37.210 euro), il presidio di Osimo (15mila euro), l’Inrca (15mila euro), il Torrette-Salesi (1.071.714) e la demolizione della vecchia morgue e della palazzina degli uffici tecnici per realizzare il nuovo Salesi (601mila euro).
INTERVENTO AL “MAZZONI”
INTERVENTO AL “MADONNA DEL SOCCORSO”





















