«Il rammarico per essere usciti c’è, ma ai ragazzi va il grande merito di avere disputato una stagione eccezionale». Ha la delusione dipinta in volto il tecnico del Porto d’Ascoli Sante Alfonsi che con pacatezza e lucidità analizza la sconfitta che ha eliminato la sua squadra nei play off per la serie D.

La panchina del Porto d’Ascoli (Foto Cicchini)

«Incassare il 3-2 a sei minuti dalla fine – dice – fa male, ma sul 2-1 per noi dovevamo gestire meglio la partita. Classe ha disputato la stessa gara dell’ andata con la palla lunga verso il centravanti e gli inserimenti degli esterni. Questa volta, però, i romagnoli ci sono stati superiori sulle seconde palle. Una volta in vantaggio dovevamo addormentare la partita e forse la vittoria nella gara di andata ci ha un po’ condizionato. Bisogna anche dire che siamo arrivati in questo finale di stagione stanchi e provati dal punto di vista fisico e mentale. Al di la del risultato finale resta la nostra fantastica cavalcata».

«Una giornata storta – aggiunge il capitano del Porto d’Ascoli, Fabio Leopardi – il Classe ha avuto più forza mentale di noi ed ha vinto questa partita. Sul 2-1 per noi gli episodi ci hanno condannato ma non siamo però riusciti a costruire il nostro gioco. Forse la vittoria nella gara di andata, inconsciamente, pensavamo di avere passato già il turno e non abbiamo fatto i conti sull’ aggressività dei romagnoli. Al di la di tutto abbiamo disputato una stagione importante. Dobbiamo essere tutti fieri, io per primo, del nostro percorso e di avere creato entusiasmo intorno al Porto d’Ascoli».

Grande festa in casa Classe. «Una vittoria meritata – analizza il diesse Manuel Ricci – perchè sotto 2-1 non ci siamo arresi, ribaltando il risultato. Il merito è di mister Evangelisti  che oggi non è potuto venite . Sono contento per i ragazzi». Sulla stessa lunghezza d’onda il portiere Andrea Bovo ed il capitano Michael Rocchi: «Abbiamo disputato una grandissima partita e di questo il merito va anche al Porto d’Ascoli , una squadra molto forte. Sotto di un gol non siamo crollati. Abbiamo fatto la storia della nostra società».

B.Mar.

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