Manovre d’inverno per la politica sambenedettese: i civici tutti li vogliono, nessuno li piglia

SAN BENEDETTO - Centrosinistra con incontri per programma e sport nel fine settimana, centrodestra che cerca una sintesi, centristi invece divisi in due ma che potrebbero spostare gli equilibri considerando i numeri del voto cittadino alle scorse elezioni regionali
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San Benedetto al voto

 

di Pier Paolo Flammini

 

Il primo snodo ufficiale è quello che ci sarà sabato e domenica: il centrosinistra dei sette partiti (il campo “larghissimo”) ha chiamato a raccolta i cittadini per “Il Weekend delle Idee” che si svolgerà all’Hotel Progresso sabato pomeriggio su sette argomenti di discussione e avrà una sessione plenaria e riassuntiva domenica mattina, con il fine di giungere a un programma di coalizione dettagliata. Anticipa però l’evento l’incontro “Sport, bisogni e opportunità” organizzato dalla lista civica di centrosinistra “San Benedetto Partecipa!”: appuntamento alle ore 10 con associazioni, sportivi, imprenditori, professionisti del mondo dello sport locale (per citare qualcuno, Ottavio Palladini, Sonia Roscioli, Massimo Fabbrizi).

 

Non una contrapposizione, d’altronde anche numericamente vi è un rapporto di sette a uno, ma certamente un segnale di qualche distinguo che potrebbe originarsi nell’area di sinistra, per ora soltanto su questioni di accordi tra liste. Ma i programmi, oltre a saperli scrive, necessitano anche di chi li saprà leggere: ecco che lo scoglio del candidato sindaco rappresenta un momento interessante non solo giornalisticamente: la faccia a volte conta più del detto e dello scritto. Tre i nomi sul piatto: due ormai da tempo, il parlamentare Giorgio Fede (M5S) e il consigliere uscente Paolo Canducci (Avs) già assessore nei due mandati Gaspari. Il terzo, Fabio Urbinati (Pd) ha dato la sua disponibilità da qualche giorno. Passato “Il Weekend delle Idee” da questo terzetto, a meno di improvvisi “quarti incomodi”, uscirà entro un mese al massimo il nome del candidato sindaco del centrosinistra. Perché tornando a San Benedetto Partecipa!, in caso di mancata inclusione sarebbero pronti a una candidatura autonoma con uno tra Daniele Primavera, Luciana Barlocci e Francesca Pulcini. Civici al momento sfuggenti.

 

E a destra? Gli incontri continuano, ma la sintesi non arriva. I nomi, anche qui, sono i soliti, due ufficializzati con un comunicato stampa: Pasqualino Piunti (già sindaco nel 2016-21) e Lorenzo Marinangeli, entrambi consiglieri comunali uscenti per la Lega. Fratelli d’Italia ha nel proprio ventaglio Gianni Balloni, coordinatore comunale ed ex capogruppo (2016-21) e, un po’ più defilati, Andrea Traini e Giuseppe Formentini. Sullo sfondo, la figura di un “papa straniero”, che per qualcuno potrebbe essere l’attuale presidente dell’Assoalbergatori Nicola Mozzoni.

 

E veniamo al centro al momento diviso in due parti principali: i fedelissimi di Spazzafumo e Centro Civico Popolare (cui si aggregherebbe San Benedetto Viva). Soprattutto nel centrodestra si tenta di tirare per la giacchetta – o tirare un salvagente, a seconda dei punti di vista – ai centristi. Rispunta l’ipotesi, forte nei giorni della sfiducia a Spazzafumo, di un’opzione dell’ex assessore Domenico Pellei per l’intero centrodestra, ma le resistenze non mancano sia per il mandato passato sia per il precedente appoggio al centrosinistra. Forza Italia, invece che Ccp, vorrebbe aprire al gruppo Spazzafumo, ma qui apriti cielo, anche perché si aprirebbe un caos per le recenti forti contrapposizioni con il consigliere regionale Andrea Assenti (FdI) che con il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti.

 

Qualcuno tra gli spazzafumiani, ovvero un gruppo interamente civico, invece guarda all’opzione del centrosinistra: d’altronde lo stesso Urbinati, nel recente passato con Renzi e Calenda, era di fatto vicino all’ex maggioranza. Uno Spazzafumo ricandidato con l’appoggio del centro del centrosinistra? Qualcuno dell’ex maggioranza pensa a questo, calcolatrice alla mano, con i voti delle ultime elezioni regionali sotto agli occhi: nonostante l’affermazione regionale netta di Acquaroli, centrodestra e centrosinistra a San Benedetto si sono sostanzialmente equivalsi e, pur depurato dal voto cittadino e da preferenze che superano gli schemi politici, dove si sposta il pendolo del centro, si vince. Altri però pensano di ripetere – sempre qualora l’ex sindaco accettasse nuovamente la sfida – quanto fatto nel 2021: candidarsi, accedere al ballottaggio, vincere.

 

Cinque anni fa, tuttavia, il centrosinistra andò diviso in due. Stavolta, se non ci saranno scissioni (sempre possibili, forse più su alcuni temi sensibili che sui candidati) forse proprio nel “campo larghissimo” si spera di assommare ai propri voti quelli dei centristi. Prima del voto o facendo il pieno al ballottaggio? Ipotesi. Come nel calcio d’agosto, ma stavolta in pieno inverno: tutti hanno diritto di sognare di vincere le elezioni, a gennaio.

 


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