Crisi Cisl funzione pubblica Marche, che ha portato alle dimissioni di alcuni dirigenti: a tornare sull’argomento è Giorgio Cipollini, l’ormai ex segretario provinciale di Ascoli (leggi l’articolo nel quale annuncia le dimissioni) che respinge con decisione le ricostruzioni fornite dai vertici regionali del sindacato (leggi l’articolo).

Giorgio Cipollini (Cisl)
Cipollini ricorda di aver trasmesso un documento nel quale era prevista la continuità politico-organizzativa attraverso l’impegno di nuovi dirigenti sindacali territoriali: «Paolo Grassi per la sanità e Valeriano Cinelli per gli enti locali, già assegnatario di un’aspettativa sindacale al 50%».
Anche Grassi e Cinelli figurano oggi tra i dirigenti dimissionari.
Secondo Cipollini, il dissidio con la nuova segreteria regionale Cisl Fp sarebbe nato in un momento preciso: «Quando il nuovo organismo ha iniziato a censurare, dopo 47 anni di onorata attività, le mie iniziative sul territorio, in particolare quelle riguardanti la sanità pubblica».
Dopo settimane di confronti infruttuosi, alla minaccia di dimissioni – condivisa con altri sindacalisti provinciali marchigiani – sarebbero seguiti provvedimenti drastici: «La segreteria regionale Cisl Fp ha revocato ogni incarico sindacale sul territorio con un preavviso di sole 24 ore».
Per quanto riguarda Ascoli Piceno, Cipollini parla di decisioni ancora più pesanti: «Sempre con 24 ore di preavviso è stato disposto il rientro a tempo pieno al Comune di Ascoli del collega Valeriano Cinelli, il distacco immediato della mia linea cellulare, impedendomi ogni contatto con gli associati e con gli utenti della mia rubrica, oltre all’impossibilità di accedere al mio conto bancario online e al sistema di videosorveglianza della mia abitazione».
Una situazione che, sottolinea, non si è ancora risolta: «Alla data attuale, nonostante le diffide e le assicurazioni scritte ricevute, il numero telefonico di mia proprietà, temporaneamente associato alla convenzione Cisl, non mi è stato restituito».

Giovanni Cavezza
Su questo punto interviene il segretario generale della Cisl Fp Marche, Giovanni Cavezza, che fornisce una precisazione: «La restituzione degli strumenti di lavoro e la disattivazione delle Sim aziendali, intestate e sostenute economicamente dalla Cisl, costituiscono un atto dovuto e automatico a seguito della cessazione di ogni incarico sindacale, nel pieno rispetto delle regole interne e dei principi di corretta gestione delle risorse dell’organizzazione».
Cipollini denuncia inoltre «la cancellazione, dalle chat, di tutti i messaggi di solidarietà nei miei confronti e l’esclusione di soci non graditi», definendole «iniziative gravissime, finalizzate a impedire la circolazione del libero pensiero».
«Quando nel mio documento del 14 gennaio parlavo di mancanza di democrazia e di non condivisione della conduzione politico-organizzativa della Cisl Fp Marche – prosegue – credo che gli eventi descritti trovino ampia conferma».
A questa accusa replica nuovamente Cavezza: «I dirigenti dimissionari avevano ricevuto incarichi di rilievo politico-organizzativo all’interno della nuova segreteria regionale, con responsabilità su dipartimenti strategici per il coordinamento dei settori della sanità e degli enti locali. Tali dipartimenti non sono mai divenuti operativi, né è stata garantita una partecipazione costante agli organismi statutari della Federazione, incluso il Consiglio generale regionale, anche in presenza dei segretari nazionali. Risulta pertanto infondato il riferimento a una presunta mancanza di democrazia».
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