La memoria di Franco continua a correre: da Ascoli a Milano un gesto di solidarietà per l’Airc

L'INIZIATIVA di Manuela Di Giuseppe per il papà scomparso lo scorso ottobre: il prossimo 12 aprile correrà la Maratona di Milano per sostenere la ricerca sul cancro attraverso una raccolta fondi. Quando il ricordo si trasforma in un contributo concreto per chi lotta contro la malattia
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Franco alla “Roma-Ostia” con la figlia Manuela

 

di Luca Capponi 

 

Caro Franco, quante cose belle ci hai lasciato in eredità. Spunti, ricordi, sorrisi, incitamenti che restano impressi. Perché la memoria di una persona speciale non si ferma davanti ad un addio. Corre con chi la porta nel cuore, si trasforma in gesto e, di conseguenza, in impegno.

Franco Di Giuseppe

 

È ciò che sta accadendo per Francesco Di Giuseppe, scomparso lo scorso ottobre all’età di 79 anni, figura molto conosciuta nel mondo sportivo e sociale di Ascoli e non solo. Francesco, per tutti semplicemente Franco, era romano di nascita ma ascolano d’adozione, elettricista per lavoro e, soprattutto, un appassionato sportivo per vocazione. Nel senso più nobile e semplice del termine. Marciatore instancabile, podista, giudice di gara e storico membro della Comodo Sport, era diventato nel tempo un punto di riferimento per tante generazioni di corridori e amanti della vita all’aria aperta. La corsa era per lui più di uno sport: un modo per stare insieme, condividere amicizia e valori.

 

Dopo una lunga lotta contro la malattia, affrontata con tenacia e dignità, si è spento lasciando un vuoto profondo tra chi lo conosceva, lo stimava e ne apprezzava il sorriso, la bontà e la disponibilità verso gli altri.

 

Oggi, per fortuna, la sua memoria continua a correre — letteralmente — grazie all’iniziativa della figlia Manuela, che vive a Milano. In occasione della Maratona di Milano del prossimo 12 aprile, ha deciso di promuovere una raccolta fondi in favore dell’Airc – Fondazione per la Ricerca sul Cancro, dal titolo “Francesco corre con noi”. La scelta non è casuale: correre è un modo per onorare chi ha affrontato con coraggio anche la propria battaglia più difficile, e trasformare il ricordo in un contributo concreto per gli altri.

 

«Ho deciso di correre la Maratona insieme ad Airc in ricordo di mio padre, che mi ha insegnato che lo sport è vita, amicizia e solidarietà. Aiutami a raggiungere un obiettivo importante: fare sì che la ricerca supporti tutte le donne e gli uomini che, come Francesco, lottano contro il cancro, nemico subdolo e amaro», ha scritto Manuela qui (clicca per la raccolta fondi).

 

Lui, da lassù, tra una sgambata e l’altra, starà sicuramente apprezzando. Anche perché questa iniziativa mette insieme tutto ciò che amava. È un messaggio che “corre” oltre il tempo: non è solo un ricordo, ma un invito a fare qualcosa di utile, duraturo, significativo.

 

Come le cose belle ci hai lasciato, caro Franco.

 

Addio a Franco Di Giuseppe, il sorriso e la generosità di un vero sportivo


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