
Il dottor Andrea Piccinini, segretario regionale Cimo
Il nuovo sistema informatico clinico-gestionale introdotto nelle strutture sanitarie delle Marche presenta gravi malfunzionamenti. A denunciarlo è il Coordinamento Italiano Medici Ospedalieri (Cimo), che segnala criticità operative tali da compromettere, da diverse settimane, l’attività assistenziale negli ospedali della regione.
Tra i principali problemi riscontrati figurano l’instabilità delle piattaforme, le difficoltà di accesso alle cartelle cliniche elettroniche, l’impossibilità di visualizzare correttamente le terapie e di consultare la documentazione sanitaria pregressa. Disagi che, secondo numerose segnalazioni provenienti dai medici marchigiani, rendono spesso non immediatamente disponibili informazioni cliniche essenziali per una corretta presa in carico dei pazienti.
Le conseguenze sono rallentamenti significativi dell’attività clinica e diagnostica, un aumento del carico di lavoro per i professionisti sanitari e potenziali ripercussioni sulla sicurezza, sull’appropriatezza e sulla continuità delle cure. A questo si aggiunge l’allungamento dei tempi di erogazione delle prestazioni, con un ulteriore aggravio delle liste di attesa.
Una situazione che ha trovato una manifestazione particolarmente evidente ad Ascoli Piceno nella giornata del 23 gennaio, quando all’ospedale “Mazzoni” il Pronto Soccorso è andato in forte sofferenza.
Quel giorno l’instabilità della rete a livello regionale ha fatto esplodere il problema – già sollevato – in tutta la sua criticità: reparti saturi, difficoltà nei ricoveri e ambulanze rimaste ferme anche per oltre un’ora all’esterno, impossibilitate a consegnare i pazienti (sotto i link degli articoli del 23 gennaio e delle settimane precedenti).
Un episodio che, secondo il sindacato, rappresenta il punto più critico di una problematica diffusa in tutta la regione.
«La scorsa settimana ad Ascoli abbiamo convocato un’assemblea sindacale proprio per raccogliere le principali criticità riscontrate», dichiara Andrea Piccinini, segretario Cimo Marche. «Noi medici non possiamo e non vogliamo entrare nel merito delle scelte tecnologiche, contrattuali o di gara, ma riteniamo imprescindibile che qualsiasi sistema adottato dalla Regione sia pienamente funzionante, affidabile e adeguato alle esigenze cliniche, a tutela dei professionisti sanitari e, soprattutto, dei pazienti».
Piccinini ribadisce il ruolo centrale dell’informatizzazione in sanità: «L’efficienza dei sistemi informatici non è un elemento accessorio, ma una condizione strutturale imprescindibile per il funzionamento quotidiano degli ospedali e per il rispetto dei tempi assistenziali previsti. La sanità pubblica non può permettersi ulteriori rallentamenti o inefficienze operative».
Alla luce di una situazione che, secondo Cimo, perdura ormai da oltre due mesi senza interventi risolutivi, la richiesta è chiara: «Chiediamo che l’utilizzo del sistema informatico venga temporaneamente sospeso, almeno fino a quando non ne venga verificata concretamente l’affidabilità, a seguito di interventi tecnici sostanziali e strutturali».
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