Dopo l’accoltellamento che ha riacceso l’allarme sicurezza a San Benedetto del Tronto e le nuove segnalazioni su una situazione definita «ormai insostenibile» a Ponterotto, interviene il consigliere regionale Andrea Cardilli, che punta il dito contro quella che definisce una «politica da tastiera».

Andrea Cardilli
«Quando succede qualcosa – dichiara Cardilli – partono subito comunicati e commenti. Ma se davvero vogliono dare risposte ai cittadini, una certa politica dovrebbe votare i provvedimenti».
Sul caso dell’accoltellamento, Cardilli distingue nettamente tra la gravità dell’episodio e la narrazione politica che ne è seguita: «È un fatto gravissimo e va trattato con rispetto, senza strumentalizzazioni. Ma una cosa va detta: la presenza di carabinieri e polizia c’è, tant’è vero che in meno di 24 ore è stato arrestato il responsabile. Quindi non accetto la favola del territorio abbandonato».
Secondo il consigliere regionale, il punto centrale è un altro: «Se vogliamo più sicurezza, non basta invocarla dopo ogni fatto di cronaca. Bisogna dare strumenti e norme a chi la sicurezza la garantisce».
Il vicequestore Guido Riconi ascolta le lamentele dei cittadini
Diverso, ma altrettanto allarmante, è il quadro di Ponterotto: «Qui non parliamo di un singolo episodio. Parliamo di una situazione quotidiana, che mi viene segnalata da residenti e commercianti in modo continuo. Ho messaggi, audio, richieste: la gente è esasperata e qualcuno arriva perfino a dire “ci organizziamo da soli per difenderci”. Questo è un campanello d’allarme enorme».
Cardilli annuncia quindi un’iniziativa istituzionale: «Chiederò un incontro al commissario straordinario Rita Stentella e al vescovo per affrontare la situazione: Ponterotto è diventata insostenibile e va riportata entro limiti di vivibilità e legalità».
È qui che il consigliere torna a criticare la «politica da tastiera»: «Vedo rappresentati politici scatenarsi a colpi di post e dichiarazioni. Ma se davvero vogliono fare qualcosa, sappiano che il pacchetto sicurezza è pronto, adesso. E forse, aggiungo, se una certa politica evitasse emendamenti sterili, pensati più per tutelare i delinquenti che i cittadini, e iniziasse a votare provvedimenti più severi, avremmo già risultati concreti. È facile parlare, più difficile assumersi la responsabilità del voto».
Cardilli insiste poi sul sostegno alle forze dell’ordine: «Tra chi corre sempre a commentare, quanti articoli, quante prese di posizione abbiamo visto davvero a sostegno delle Forze dell’Ordine quando intervengono, rischiano, arrestano? Quasi mai. Eppure sono loro che tengono in piedi il territorio. A San Benedetto presenteremo la richiesta di elevare i comandi. Dopo il percorso già intrapreso per il Commissariato verso il primo livello, intendiamo ottenere analogo potenziamento per i Carabinieri, con l’istituzione di una sezione operativa e l’aumento del personale».
«Lo vogliamo dire chiaramente? – conclude Cardilli, rivolgendosi ai politici che hanno preso parola sui fatti di San Benedetto e a tutti quelli chiamati a esprimersi attraverso un voto in Parlamento – Siete d’accordo o no a rimandare a casa gli extracomunitari che delinquono? Questo è uno dei nodi della sicurezza. Inoltre, vi impegnerete a tutelare le forze dell’ordine modificando l’art.335 CPP? Basta propaganda: il pacchetto sicurezza è pronto, si voti adesso».
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