
L’insegna della yogurteria in Piazza Arringo
Dopo 32 anni, la storica yogurteria Yoghi, affacciata su Piazza Arringo, chiude definitivamente i battenti. A salutarne la chiusura è Gregorio De Angelis, fondatore e titolare dell’attività, che affida ai clienti una lettera carica di emozione e gratitudine.

Gregorio De Angelis
«Non sparisco e non dimentico. Chiudo una serranda, non una storia». Con queste parole De Angelis annuncia la fine di un’esperienza iniziata nel 1994, che nel tempo è diventata un punto di riferimento per la città. Non solo un esercizio commerciale, ma un luogo di incontro, di lavoro artigianale e di quotidianità, capace di accompagnare intere generazioni di ascolani.
Dopo oltre 32 anni di attività, un percorso riconosciuto e premiato anche a livello nazionale – nel 2025 Yoghi è stata segnalata da Gambero Rosso nella guida “Gelaterie d’Italia” – il locale abbassa la serranda lasciando un segno profondo nella memoria collettiva cittadina.
Alla base della decisione, una situazione che negli ultimi tempi si è fatta sempre più complessa: l’aumento dei costi di gestione, un contesto economico difficile e l’imminente avvio di un cantiere nella piazza che ospita l’attività hanno reso sempre più complicata la possibilità di lavorare. A questi fattori si sono aggiunte, negli ultimi anni, scelte professionali diverse e l’apertura di realtà analoghe a pochi passi da Yoghi, compromettendo l’equilibrio economico dell’attività.
«Cari amici e clienti, dopo 32 anni non è facile trovare le parole giuste, ma sento il bisogno di scrivervi – si legge nella lettera rivolta ai clienti – Yoghi non chiude per mancanza d’amore o di impegno: i costi, i cambiamenti e il cantiere che interesserà la piazza hanno reso inevitabile questa scelta».
«Fermarmi non significa voltare le spalle a ciò che siamo stati. Dal 1994 è stato lavoro quotidiano, sacrificio e presenza costante. È stato crescere insieme, vedervi tornare, portarci prima i figli e poi i nipoti. È stato riconoscimento, fatica e orgoglio. Tutto questo resta. Non sparisco e non dimentico».
Un pensiero particolare è rivolto alla città e ai clienti che hanno continuato a sostenere Yoghi anche nei momenti più difficili: «Vi ringrazio uno per uno per esserci stati, per la fedeltà, la gentilezza e l’umanità dimostrata. Yoghi è stato quello che è stato grazie a voi».
La chiusura segna la fine di un’attività storica, ma non di una storia che continuerà a vivere nel ricordo di chi, in questi 32 anni, ha fatto di Yoghi un luogo speciale.
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