Amandola e l’intero territorio dei Monti Sibillini sono in lutto per la scomparsa di Basilio Giacomozzi, venuto a mancare all’età di 90 anni. Imprenditore stimato e figura di riferimento della comunità amandolese, è stato il fondatore della Gibas, storica azienda specializzata nella produzione di lampadari, attiva fin dagli anni Sessanta. Gibas affonda le sue radici nel cuore del Parco dei Monti Sibillini, dove tutto ebbe inizio all’inizio degli anni Sessanta, quando Basilio Giacomozzi, allora giovane artigiano del ferro, diede vita all’attività insieme alla moglie Giuseppina, abile e instancabile venditrice. In un’epoca in cui ad Amandola non esistevano zone industriali, da un piccolo negozio artigianale nacque, passo dopo passo, una realtà imprenditoriale solida e riconosciuta, capace nel tempo di crescere e di offrire lavoro a numerosi dipendenti, diventando motivo di orgoglio per l’intera comunità.
La scomparsa di Basilio Giacomozzi lascia un grande vuoto nei cuori della moglie Giuseppina, dei figli Giulio e Paolo, della nuora Paola, dei nipoti Margherita, Valeria, Andrea e Silvia, delle pronipoti Bianca e Isabella, e di tutta la comunità amandolese, da sempre profondamente legata all’imprenditore, che a sua volta ha sempre nutrito un amore sincero e profondo per il suo paese. Uomo dai valori solidi, Basilio Giacomozzi è stato cittadino attivo, fervente cattolico e dotato di uno spiccato senso della legalità. Imprenditore leale e rispettato, ha partecipato con convinzione alla vita associativa di Confindustria e alla vita politica del territorio, contribuendo allo sviluppo economico e sociale dell’area con serietà e dedizione.
La camera ardente è allestita presso l’obitorio dell’Ospedale di Amandola, con orario di visita dalle 8 alle 22. Le esequie saranno celebrate domani, sabato 31 gennaio, alle ore 14,30, presso la chiesa del Beato Antonio di Amandola; al termine il feretro sarà accompagnato al cimitero civico.
Con Basilio Giacomozzi se ne va un uomo che ha saputo unire lavoro, fede, impegno civile e amore per la propria terra, lasciando un’eredità umana e imprenditoriale che continuerà a vivere nel tempo. Sentite condoglianze alla famiglia da parte della redazione di Cronache Fermane e Picene.
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