
Il cardinale Giuseppe Petrocchi
La Commissione cardinalizia dell’Istituto per le Opere di Religione (Ior) ha annunciato la nomina del cardinale ascolano Giuseppe Petrocchi a nuovo presidente dell’Istituto. Arcivescovo emerito de L’Aquila, Petrocchi era già membro della Commissione Cardinalizia dal 2020 e ricopre attualmente anche gli incarichi di membro del Consiglio per l’Economia e del Dicastero per il Clero. La scelta del cardinale Petrocchi si inserisce nel segno della continuità e della competenza.
Nato ad Ascoli Piceno il 19 agosto 1948, il porporato vanta un articolato percorso ecclesiale e accademico. Dopo gli studi filosofici e teologici presso la Pontificia Università Lateranense, ha conseguito due lauree nelle università statali, in Filosofia a Macerata e in Psicologia a Roma, maturando parallelamente una lunga esperienza pastorale nella sua diocesi di origine.

Ordinato sacerdote nel 1973, è stato vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno dal 1998 e, dal 2013, arcivescovo de L’Aquila, incarico al quale ha rinunciato il 1° agosto 2024 per raggiunti limiti di età. Nominato cardinale da papa Francesco nel Concistoro del 28 giugno 2018, risiede attualmente ad Ascoli Piceno.

Il vescovo Gianpiero Palmieri
Proprio dalla sua città natale è giunto un messaggio di auguri. Il vescovo di Ascoli Piceno, Gianpiero Palmieri, ha espresso a nome della comunità diocesana gioia e gratitudine per la nomina: «A nome della Chiesa ascolana desidero rivolgere al cardinale Giuseppe Petrocchi i migliori auguri per questo nuovo e delicato servizio alla Santa Sede. La sua esperienza pastorale e umana sarà un dono prezioso per la missione dello Ior. La diocesi guarda con affetto a uno dei suoi figli, assicurandogli la preghiera e la vicinanza dell’intera comunità».
La nomina giunge al termine del mandato del cardinale Christoph Schönborn, che lascia la presidenza e la Commissione cardinalizia per il raggiungimento dei limiti di età. In un comunicato ufficiale, la Commissione ha espresso un sentito ringraziamento a Schönborn per la «preziosa guida» esercitata nel corso di dodici anni, durante i quali ha accompagnato lo Ior in passaggi decisivi del suo percorso di riforma, contribuendo a garantire una gestione solida e coerente con la missione dell’Istituto.
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