Dormitorio, Stentella va avanti, il quartiere indice assemblea, Ponterotto: «Noi dimenticati»

SAN BENEDETTO - La destinazione dell'immobile dell'ex casa del custode di Villa Rambelli a 8 persone senza dimora apre alla discussione in città. Il quartiere Sant'Antonio indice una assemblea pubblica, i residenti del Ponterotto esprimono la difficoltà di vivere a causa della piazza occupata da chi non ha un luogo dove dormire, mentre il Commissario Straordinario prosegue nell'iter
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Senzatetto in Piazza della Libertà a Ponterotto

 

Il commissario straordinario Rita Stentella vuole andare avanti sulla trasformazione della ex casa del custode di Villa Rambelli in dormitorio pubblico adatto ad ospitare 8 persone (la struttura verrebbe chiusa di giorno. Anche in forza di un’idea che deriva probabilmente dalla precedente Amministrazione Comunale. Vi sono state però nelle ultime ore anche reazioni non in linea con questa decisione che potrebbero frenare l’uso dello stabile alla fruizione scelta: i lavori di ripristino interno dell’edificio però sono tutt’ora in corso.

 

A tal proposito il comitato di quartiere Sant’Antonio, dopo due riunioni del direttivo che si sono svolte nei giorni scorsi, ha convocato per venerdì 20 febbraio alle ore 21 una assemblea di quartiere che si svolgerà nella sala dell’oratorio della Parrocchia di Sant’Antonio di Padova. Scrive la presidente del quartiere Alessia Melonari: «Il Direttivo ha deciso di richiedere formalmente un appuntamento con il Commissario Straordinario Stentella. Già nella giornata di ieri il Commissario ha mostrato disponibilità e attenzione, ricevendomi per un breve incontro informativo preliminare, senza appuntamento prefissato».

 

Ricordiamo comunque che in città, non solo oggi ma anche in passato, sono stati attivi dormitori per senzatetto senza che ci fossero chissà quali tensioni: parliamo di via delle Conquiste al Paese Alto, ad esempio, ma non solo.

 

Invece la situazione non è semplice nel quartiere Ponterotto: qui, dove si trova la Caritas, il numero dei posti disponibili è limitato e così chi resta fuori trascorre le notti in condizioni d’abbandono, cercando riparo in Piazza della Libertà o in qualche angolo un po’ più protetto, spesso tentando di resistere al freddo abusando di alcolici.

Guido Speca, del comitato “Sicurezza e decoro”, descrive la situazione nel corsivo che riportiamo di seguito.

 

Mi permetto di richiamare l’attenzione su quello che possa essere un problema che riguarda il Ponterotto ma che magari in futuro riguarderà anche altri quartieri, ovvero il discorso dei Bbivacchi in Piazza e di strutture che attirano queste persone. In Piazza della libertà arrivano la sera la media di due tre volanti delle forze dell’ordine, perché le persone si accampano in ogni angolo di fortuna, bloccando anche gli accessi delle palazzine che abitano sopra la piazza.

 

Le persone che si recano in Caritas come testimoniano le immagini che hanno i residenti, fanno i bisogni di ogni tipo in continuazione in piazza. Parlando di un discorso di igiene, di malattie, di batteri,
non è normale che una piazza che ha un centro anziani e una ludoteca debba ospitare ogni giorno persone che fanno i loro bisogni dalla mattina alla notte, che si accampano, che vomitano lasciando poi in giro lo sporco più totale.

 

La cosa che fa più male e che da parte della struttura responsabile ormai da due anni di questo degrado che c’è nel quartiere non ce mai stata una risposta concreta. I senzatetto vanno a prendere le coperte e poi le lasciano in giro sporche, e ogni volta vigili e Picenambiente devono intervenire. 

 

In questo momento gli unici ignorati sono i residenti, come se fosse normale affacciarsi dal terrazzo
e adesso al posto di vedere una piazza si vedono solo delle persone accampate, spesso ubriache, e la cosa più brutta e vederli usare la piazza come bagno pubblico, e lasciano sporco e materassi e plaid presi dalla Caritas ovunque. 

 

Nel frattempo non appena è uscita la voce di Villa Rambelli tutti hanno iniziato con i commenti: non vogliamo diventare come il Ponterotto. Noi come residenti abbiamo parlato con tutti, e iniziamo a credere che qualcuno non voglia risolvere il problema, ma chiediamo a tutti di vergognarsi per come stanno riducendo un quartiere ed una piazza a discapito anche dell’igiene e della sicurezza.


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