“Nebbie pubbliche”, la vera domanda è: perché Spazzafumo ha scelto Bellucci? (Video)

SAN BENEDETTO - Fanno discutere alcune dichiarazioni dell'ex sindaco ma è il momento della trasparenza: quali sono i canali che portano alla nomina di nuovi dirigenti e chi ha consigliato il passato primo cittadino l'ascolano Giantomassi, elogiato per il suo lavoro, e il santegidiese Bellucci, invece criticato dal precedente inquilino di Viale De Gasperi 124?
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Antonio Spazzafumo e Mauro Bellucci, dirigente settore Lavori Pubblici

Nella sua arringa, durata più di due ore, lunedì sera, l’ex sindaco di San Benedetto Antonio Spazzafumo ha risposto a tutti coloro che in questi due mesi lo hanno criticato, illustrando i tanti progetti avviati durante i quattro anni della sua Amministrazione e attardandosi anche sul nervo scoperto, sotto gli occhi di tutti, ovvero la riqualificazione dell’ex stadio Ballarin.

 

E su questo, ma non solo, l’ex primo cittadino ha invitato i presenti (327 secondo il conteggio effettuato) a rivolgersi non a lui, ma al “quarto piano a destra“: un modo ironico, reiterato, per indicare l’ingresso del settore Lavori Pubblici, “Nebbie Pubbliche” da noi chiamato solo qualche ora prima per una serie di questioni sospese.

 

Le sue parole, forti, hanno originato la reazione anche della Cgil, che dalle pagine del Corriere Adriatico, tramite la referente Viola Rossi, ha chiesto all’ex sindaco di chiedere scusa. Certo, Spazzafumo si è lamentato anche di situazioni che sono un po’ un cliché del dipendente pubblico («un caffè o una telefonata non possono durare un quarto d’ora di pausa»), ma, come dimostra il nostro video, la sua accusa si è rivolta essenzialmente al dirigente dei Lavori Pubblici, Mauro Bellucci. E su questo temanon è una questione di chiedere scusa, ma di appurare, per quanto possibile, la verità.

 

«I dirigenti a tempo indeterminato sono tutti meritevoli – ha aggiunto, di fronte a chi gli chiedeva spiegazioni – Io ho nominato due dirigenti, ma per tre anni, fino al termine del mio mandato, dicendo loro che se erano bravi avrebbero continuato. Purtroppo ci ho indovinato al 50%».

 

Il riferimento positivo è a Giorgio Giantomassi, ex dirigente del settore Urbanistica (si è dimesso poco dopo la caduta della giunta Spazzafumo su sollecitazione di alcuni consiglieri di opposizione, gesto che non ha riguardato Bellucci): per lui anzi ci sono state parole di elogio per il lavoro svolto. Ricordate quante pratiche inevase c’erano nel settore: tutto si è svolto al meglio, ora il settore è organizzatissimo.

 

Quello negativo, come detto, a Mario Bellucci. 

 

Ma c’è una domanda alla quale può rispondere soltanto Spazzafumo. I due dirigenti a tempo determinato sono stati scelti da lui: non essendo un politico ed essendo alla prima prova come sindaco eletto, come è arrivato a individuare, per due settori così strategici, due professionisti come Giantomassi e Bellucci?

 

Giantomassi, ascolano, tra i tanti incarichi professionali e universitari era stato, prima della nomina di Spazzafumo, consulente della Regione Marche per questioni urbanistiche durante la prima fase della giunta Acquaroli, e, dal 2016 al 2022, componente dell’Organo di Indirizzo e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.

 

Bellucci invece è di Sant’Egidio alla Vibrata. Colpisce certo la vicinanza geografica di due dirigenti scelti in una linea di pochi chilometri e non rientranti nelle figure professionali che abitualmente praticano a San Benedetto. Bellucci in precedenza era stato dirigente comunale a Sant’Egidio alla Vibrata e poi a L’Aquila. Città quest’ultima dove la direzione del settore delle Opere Pubbliche è risultata senz’altro impegnativa per la ricostruzione post-terremoto.

 

La domanda appunto è: chi ha consigliato Spazzafumo nella nomina dei due dirigenti, uno dei quali, a suo dire, responsabile di alcuni ritardi nelle opere utili alla città? Nessuno nell’ex maggioranza sembra intestarsi questo merito, né se lo è intestato al momento della nomina. Anzi, forse alcuni malumori interni alla maggioranza sono sorti proprio quando sono arrivate queste nomine. Per restare a un fedelissimo di Spazzafumo come l’ex consigliere Pasquali, la sua critica alla giunta avvenne proprio per esigere la nomina come volontario civico all’ingegner Fiscaletti, sambenedettese doc. Pasquali rivendica questa nomina con orgoglio ma nessuno invece alza la mano per indicarsi almeno come figura di contatto tra Spazzafumo e il dirigente nominato.

 

Una domanda a cui a questo punto può rispondere solo Spazzafumo, anzi deve, per evitare che magari il prossimo sindaco, e quindi forse persino lui stesso, possa ricadere nello stesso errore. San Benedetto non può rischiare il 50% di errore.

 

 

 


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