
Selfie di gruppo con lampadario carnascialesco d’ordinanza
di Luca Capponi
“Il Carnevale lo sentiamo forte”.
Una frase, questa, che da qualche settimana riecheggia più forte. E che, a ben pensarci, viene scandita con orgoglio durante tutto l’anno. Perché, davvero, ad Ascoli il Carnevale è una cosa seria. Un rito collettivo che abbatte le barriere e trasforma la città in un caravanserraglio di colori, allegria ed ironia.

Ravioli incaciati con sfondo ascolano
C’è chi comincia a pensare alla mascherata da mettere in atto già un anno prima, appena le luci si spengono, dal mercoledì delle ceneri. E chi passa il tempo in cucina, a cimentarsi con una lista di tipicità che parte dai mitici ravioli incaciati ed arriva fino ai dolci, tra castagnole e frappe.
Perché Carnevale è soprattutto condivisione, un modo per stare insieme lasciandosi alle spalle, almeno per un po’, le negatività del vivere contemporaneo. Ed è sempre piacevole constatare come la tradizione venga portata avanti di generazione in generazione, con lo spirito intatto, di padre in figlio.
Uno di tanti esempi arriva dalla famiglia Marozzi-Giovannozzi. Stefano e Chiara il Carnevale lo conoscono bene. Qualche anno fa, insieme al figlio, finirono sui media nazionali riproponendo la sgangherata famiglia di Furio, direttamente del film di Carlo Verdone “Bianco, rosso e Verdone”.
Non una cosa estemporanea, però, perché oltre a mascherarsi insieme ormai da trent’anni Stefano fa gruppo fisso con gli amici Mirko Loreti, David Tassi e Giovanni De Angelis, mentre Chiara non manca mai di scendere in piazza con la sorella Laura.

Brindisi a tavola
E tra ravioli preparati proprio da Chiara secondo gli insegnamenti (e la ricetta) della zia Caterina, ecco che gli amici si riuniscono intorno ad un tavolo, numericamente cresciuti negli anni.
Manca infatti poco all’ora X: giovedì grasso, 12 febbraio, è alle porte. Tutti pronti ad una nuova avventura fatta di risate e divertimento. Oltre al cibo, tante idee sul tavolo. Consapevoli che, per la mascherata, si può contare anche sui figli. Pure loro il Carnevale lo sentono forte. Per fortuna.
E che festa sia, allora.

Dolci tipici

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