Benemerenza a Lorenzo Virgulti, il Sap su astensione e voto contrario: «Vogliamo essere rispettati da vivi, non celebrati da morti»

ASCOLI - Dopo quanto accaduto nel civico consesso per il riconoscimento al poliziotto, le parole del segretario territoriale del sindacato D’Eramo: «Solidarietà non sia solo di circostanza. Rispetto per chi rischia la vita ogni giorno»
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Sulla benemerenza civica conferita al poliziotto ascolano Lorenzo Virgulti e, soprattutto, su quanto accaduto nel corso della seduta del Consiglio comunale di Ascoli Piceno, interviene il Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), attraverso le parole del segretario provinciale Massimiliano D’Eramo.

Massimiliano D’Eramo

«Con grande piacere comunico di aver assistito alla seduta del Consiglio comunale di Ascoli Piceno – afferma D’Eramo – durante la quale è stata conferita la benemerenza civica al nostro collega Lorenzo Virgulti».

 

Virgulti è stato protagonista, nei giorni scorsi, delle cronache nazionali per essere intervenuto per primo in soccorso di un collega che stava subendo una grave aggressione da parte di soggetti violenti e delinquenti, e non di manifestanti, come qualcuno ha impropriamente cercato di far intendere durante la manifestazione organizzata da Askatasuna la sera del 31 gennaio scorso.

 

«Nonostante il valore umano e civile del gesto compiuto – prosegue il segretario provinciale del Sap – il nostro collega è stato in questi giorni oggetto di umiliazioni e attacchi, soprattutto sui social, da parte di una parte, per fortuna minoritaria, di chi dichiara vicinanza ma nei fatti non sempre la dimostra. Proprio per questo, il riconoscimento conferito dal Comune di Ascoli Piceno assume un significato ancora più rilevante».

 

D’Eramo sottolinea come a colpirlo maggiormente non sia stato il fisiologico confronto tra maggioranza e opposizione, rientrante nel normale dibattito democratico, bensì «l’astensione e il voto contrario espressi da alcuni consiglieri nei confronti del conferimento della benemerenza al nostro collega».

 

«Non si può pretendere un’unanimità di posizioni – aggiunge – tuttavia alcune riflessioni appaiono doverose e legittime. Non possiamo accettare manifestazioni di solidarietà che poi si rivelano solo di circostanza. E, soprattutto, vogliamo essere rispettati da vivi, non celebrati da morti».

 

Il segretario provinciale del Sap esprime amarezza anche rispetto ad alcune affermazioni emerse nel dibattito: «Sentire dire che il nostro collega “ha fatto solo il suo dovere”, peraltro prendendo spunto dalle stesse parole di Lorenzo Virgulti, che da persona seria e umile ha espresso il suo pensiero con naturalezza e spontaneità, lascia davvero l’amaro in bocca».

 

E conclude con una riflessione: «Mi chiedo cosa sarebbe stato detto se, sfortunatamente, Lorenzo fosse morto. Sono certo che in quel caso sarebbero stati tutti pronti a riconoscere il suo gesto come eroico».

 

Infine, D’Eramo si congratula con il collega Lorenzo Virgulti, ringrazia il sindaco di Ascoli Piceno per aver promosso «questa lodevole iniziativa» e i consiglieri di maggioranza che hanno approvato il conferimento della benemerenza all’unanimità.

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