I fatti risalgono alla mattinata del 27 novembre scorso. Erano circa le 10 quando, all’interno della sala d’attesa dell’ufficio postale di via Fazzini (a due passi dal municipio) è stata segnalata la presenza di una scatola verde marchiata Rolex. La direttrice del presidio postale, notando l’oggetto lasciato incustodito tra i clienti in attesa, ha prontamente allertato le forze dell’ordine.
Gli agenti della Volante 10 della Polizia di Stato, giunti sul posto, hanno preso in consegna l’astuccio, scoprendo al suo interno un modello Submariner con ghiera e cinturino in acciaio e oro. Tuttavia, un esame più approfondito ha rivelato la natura dell’oggetto: non un prezioso originale da migliaia di euro, bensì una “replica artefatta”, una copia contraffatta del celebre segnatempo svizzero.
Nonostante la natura non autentica dell’oggetto, le procedure di legge per i beni ritrovati seguono un iter preciso. Poiché ad oggi non risulta sporta alcuna denuncia di furto o smarrimento che corrisponda alla descrizione, la Polizia di Stato ha formalizzato nei giorni scorsi il passaggio di consegne.
Dagli uffici di via Crispi, il finto Rolex è stato trasferito al Comando dei vigili urbani di San Benedetto, con relativo verbale di consegna. Secondo quanto previsto dagli articoli 927-931 del Codice Civile, spetta ora alla polizia locale la custodia del bene in attesa che qualcuno si faccia vivo per reclamarlo.
Se entro un anno il proprietario non dovesse presentarsi a rivendicare l’orologio, il codice prevede che l’oggetto appartenga a chi l’ha trovato. In questo caso, trattandosi però di un prodotto contraffatto, restano da valutare le eventuali procedure di smaltimento o confisca previste per la merce che viola le norme sulla proprietà intellettuale
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