Un buongiorno diverso dal solito quello vissuto da tanti studenti ascolani, accolti all’ingresso delle loro scuole dai militari della Compagnia dei Carabinieri di Ascoli Piceno. Al suono della campanella, le pattuglie della Benemerita hanno distribuito ai ragazzi il “bullizzometro”, un segnalibro ideato dall’Arma per aiutare i più giovani a riconoscere e comprendere il fenomeno del bullismo.

Carabinieri alla “D’Azeglio”
L’iniziativa rientra nel progetto nazionale “Contributo alla Cultura della legalità”, attraverso il quale i carabinieri incontrano periodicamente gli studenti per promuovere il rispetto delle regole e sensibilizzare su temi di grande attualità. Dopo l’accoglienza all’ingresso dei plessi, i militari hanno proseguito la mattinata all’interno delle scuole, confrontandosi direttamente con i ragazzi e spiegando i rischi legati a comportamenti violenti e devianti.
Ad accogliere i carabinieri c’erano le dirigenti scolastiche Elvia Cimica, Alessandra Goffi e Valentina Bellini, rispettivamente alla guida degli istituti Luciani, Borgo Solestà e D’Azeglio, che hanno condiviso l’importanza di un dialogo costante tra istituzioni e mondo scolastico.
Durante gli incontri è stato spiegato anche il significato stesso della parola bullismo, derivata dall’inglese “bullying”, ovvero usare prepotenza, intimidire o maltrattare. Un fenomeno complesso, che si manifesta come una forma di oppressione fisica o psicologica nei confronti di chi viene percepito come più fragile.
I carabinieri hanno ricordato agli studenti come le conseguenze del bullismo possano essere profonde e durature: dalla perdita di autostima ai disturbi emotivi, fino a difficoltà relazionali e calo del rendimento scolastico, nei casi più gravi anche l’abbandono degli studi. Segnali spesso silenziosi, ma che non devono essere ignorati.
Il messaggio finale rivolto ai ragazzi è stato chiaro: chiedere aiuto è sempre possibile e nessuno deve sentirsi solo. Attraverso iniziative come questa, l’Arma continua a entrare nelle scuole non solo come presidio di sicurezza, ma come punto di riferimento educativo, vicino ai giovani e alle loro fragilità.
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