La partita dal divano: la vittoria con la Torres poteva essere di “rigore” ma si può sbagliare

SERIE C - La partita serale, nel turno infrasettimanale, nel giovedì di Carnevale (12 febbraio) ha forse risentito della grande abbuffata di “ravioli incaciati” consumati a pranzo
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di Lino Manni

 

Un giovedì grasso che poteva essere ancora…più grasso. La Torres tenta di mettere in scacco la regina ma il colpo di coda, pardon di Pinna, mette a posto il risultato di una partita dove l’Ascoli avrebbe meritato la vittoria.

I “ravioli incaciati”, specialità ascolana di Carnevale

La partita serale, nel turno infrasettimanale, nel giovedì di Carnevale (12 febbraio) ha forse risentito della grande abbuffata di “ravioli incaciati” consumati a pranzo. L’Ascoli in avvio appare lento e pesante.

 

La Torres ne approfitta e scuote la traversa con un gran tiro di Sala che non centra niente con Patrizio e tantomeno con Claudio, i due Sala ex giocatori del Torino. Agostinone in panchina sembra Trapattoni: richiama i suoi con il fischio.

 

L’Ascoli macina gioco; la Torres risponde in contropiede. Con le ripartenze come si dice oggi. Il vantaggio di Milanese squarcia una partita divertente, gradevole. Guibre è indemoniato sulla fascia sinistra; Damiani gioca davanti alla difesa come Pirlo. Gori tenta anche una rovesciata acrobatica.

 

Poi un pallone che sbatte sullo stinco di D’Uffizi consente alla Torres di realizzare il gol del pari. L’Ascoli si sbilancia e in contropiede gli isolani raddoppiano. La ripresa inizia con il calcio di rigore a favore dei bianconeri.

 

Come sempre si ricorre al var ma il tiro dal dischetto viene confermato anche dalle immagini televisive. Gori lo sbaglia con un tiro debole deviato sul palo dal portiere. Dal mancato pareggio nasce una partita ricca di emozioni, di occasioni e di tanti… pali.

 

Si gioca per lo più ad una porta e diventa una sorta di assalto a Fort Apache. Nella ricerca del gol del pari si rischia qualcosa in contropiede. Entrano forze nuove. Lo strameritato pari arriva quasi al termine dei sette minuti di recupero concessi dall’arbitro.

Gioia e rammarico si contrappongono ai sostenitori del Picchio al triplice fischio. La vittoria poteva essere di “rigore” ma si può sbagliare. Come canta Francesco De Gregori : “non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”.



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