
Marco Giobbi
Lo “stallo alla sambenedettese” per le candidature sia a destra che a sinistra produce, in quest’ultimo caso, anche una ulteriore frattura: rispetto ai tre candidati principali proposti dai partiti (Giobbi Pd, Fede M5S e Canducci Avs) oltre ai nomi esterni alle segreterie di partito (Urbinati sempre Pd e l’imprenditore Maroni), anche lo stesso Partito Democratico appare diviso ormai da oltre un anno in due fazioni. La prima, la maggioranza, che sostiene il segretario Marco Giobbi, l’altra invece che cercò di eleggere Andrea Manfroni, con le polemiche e i ricorsi che seguirono.
«La storia del Partito Democratico di San Benedetto del Tronto ha conosciuto fasi alterne, arrivando ad un senso complessivo di smarrimento che lo ha allontanato dalla città. Per ricominciare ci siamo prese e presi la responsabilità di cambiare paradigma, in tutto. Di anteporre la città ai nostri destini personali, di usare sempre la chiarezza come cifra dialettica perché le urla da bar non servono a nessuno. Soprattutto alla città, ostaggio fino all’ultima amministrazione uscente di falsi interessi condivisi» scrive la segreteria del Pd in una nota.
«Chi ci conosce sa che siamo un gruppo di giovani, di donne e uomini che ha deciso di fare politica nel senso più alto del termine – continua – Non è facile, ma siamo persone testarde, nate a San Benedetto, che ne hanno conosciuto una versione lontanissima da quella di oggi, smarrita e senza una comunità che si riconosca in qualcosa. La nostra strada è fatta e sarà fatta di imprevisti, fughe in avanti, intenti divisivi a cui abbiamo deciso di rispondere con chiarezza, sempre, perché gli errori li fa solo chi agisce».
«E’ stata divulgata una ricostruzione imprecisa circa l’Unione Comunale tenutasi il giorno 11 febbraio. L’assemblea non era numericamente idonea ad assumere alcuna decisione, mancando il numero legale. Inoltre, non abbiamo bisogno di “scuse” per non partecipare ad una riunione, le valutazioni del gruppo sono e restano politiche. Ciò nonostante sono state passate informazioni scorrette e prive di validità. Il nostro dovere è chiarire questi passaggi, perché non ci appartengono. Le notizie vanno verificate, poi condivise con la comunità di lettrici e lettori, nonché città intera» si legge.
«Il Partito Democratico di San Benedetto del Tronto ha intrapreso un percorso condiviso con la coalizione progressista presentata negli ultimi mesi. Non abbiamo avallato le primarie e non abbiamo preso decisioni che i partiti alleati non conoscono. La nostra voce è la stessa che rappresentiamo ai tavoli interpartitici. Non sarà facile nemmeno in questo caso, ma noi abbiamo scelto di stare dalla parte di San Benedetto e continueremo a lavorare per la città. Non abbiamo tempo da sprecare dietro a vecchie costruzioni di partito e divisioni che ci vengono imputate, ma di cui non siamo responsabili».
«Noi continuiamo con il nostro lavoro, con interlocutori e interlocutrici che troveranno in noi apertura e rispetto, che ci aspettiamo di conseguenza. All’interno di un partito si compiono scelte politiche e noi le sosteniamo come comunità. Non è facile stare dentro un partito, ma questa è la nostra scelta. E così continueremo a lavorare in vista delle prossime elezioni comunali. Certe e sicuri che troveremo spazio e condivisione nel nome della chiarezza e rispetto reciproco» conclude la nota.
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